Il 22 e 23 marzo si vota per il referendum costituzionale sulla giustizia. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15; per votare servono tessera elettorale e documento di identità. Gli elettori con disabilità possono ricorrere al voto assistito o, nei casi previsti, al voto a domicilio, mentre gli italiani iscritti all’AIRE votano per corrispondenza. Trattandosi di un referendum confermativo, non è richiesto il quorum.
- Il quesito sulla scheda e cosa significa
- Documenti da portare al seggio
- Come si vota sulla scheda
- Orari dei seggi, spoglio e risultati
- Voto assistito con Disability Card e altre certificazioni
- Voto a domicilio e seggi accessibili
- Seggi speciali per degenti e detenuti
- Voto per italiani all’estero iscritti AIRE
- Sconti su treni, traghetti, aerei e pedaggi
- Perchè non serve quorum al referendum giustizia
Il quesito sulla scheda e cosa significa
Il referendum riguarda la riforma della giustizia approvata dal Parlamento nell’ottobre 2025, che sancisce definitamente la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e interviene sull’autogoverno della magistratura. Il CSM viene sdoppiato in due organi distinti — uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri — e viene istituita una terza struttura, l’Alta Corte Disciplinare, per la funzione disciplinare.
La scheda del referendum è di colore verde e riporta il quesito sulla legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
Approvate il testo della legge di revisione degli articoli 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?

Se prevale il sì entrerà in vigore la riforma; se prevale il no resterà in vigore l’attuale formulazione della Costituzione.
Documenti da portare al seggio
Per votare bisogna presentarsi al seggio indicato sulla tessera elettorale con un documento di riconoscimento. Se la tessera è stata smarrita, è deteriorata oppure ha esaurito gli spazi disponibili, il duplicato può essere richiesto al Comune di residenza, che nei giorni del voto di norma prolunga l’apertura degli uffici elettorali.
Sono ammessi carta d’identità, passaporto, patente e gli altri documenti di riconoscimento rilasciati da una pubblica amministrazione con fotografia. Il documento può essere usato anche se scaduto, purché consenta l’identificazione dell’elettore. È valida anche la ricevuta della richiesta di rilascio della CIE, perché contiene fotografia, dati anagrafici e numero del documento richiesto.
Chi si presenta senza documenti può essere identificato da uno scrutatore che lo conosce personalmente oppure da un altro elettore del Comune munito di un documento valido.
Come si vota sulla scheda
Il voto si esprime barrando la casella del sì oppure quella del no. Non servono altre annotazioni e qualsiasi segno estraneo può rendere nulla la scheda. Se si sbaglia, si può chiedere una nuova scheda al presidente di seggio, che provvede ad annullare quella restituita.
In cabina non si possono introdurre smartphone, tablet, fotocamere o altri dispositivi in grado di registrare immagini. Il voto deve essere espresso esclusivamente con la matita copiativa fornita al seggio.
Votare sì significa confermare la riforma; votare no significa respingerla e lasciare in vigore l’attuale testo della Costituzione.
Orari dei seggi, spoglio e risultati
I seggi elettorali resteranno aperti domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Lo scrutinio comincerà subito dopo la chiusura definitiva delle urne, nel pomeriggio di lunedì.
I dati su affluenza e risultati saranno pubblicati sul portale Eligendo del Ministero dell’Interno. Le rilevazioni dell’affluenza sono previste nelle finestre informative fissate dal Viminale durante la domenica e poi alla chiusura dei seggi il lunedì.
Voto assistito con Disability Card e altre certificazioni
Gli elettori con disabilità che non possono votare da soli hanno diritto al voto assistito, cioè alla presenza di un accompagnatore in cabina. L’ammissione può risultare dalla tessera elettorale con annotazione del Comune oppure da una certificazione sanitaria rilasciata dalla ASL.
Per il referendum di marzo 2026 è stata espressamente ammessa anche la EU Disability Card di tipo A, che può essere esibita al seggio per ottenere il voto assistito nei casi previsti. Gli elettori non vedenti possono inoltre utilizzare il libretto nominativo INPS che attesta la cecità assoluta. L’accompagnatore deve essere un elettore e non può svolgere questa funzione per più di una persona.
Voto a domicilio e seggi accessibili
Il voto a domicilio spetta agli elettori affetti da gravissime infermità o dipendenti in via continuativa da apparecchiature elettromedicali. La domanda doveva essere presentata al Comune entro il 2 marzo, allegando la documentazione sanitaria richiesta.
Se il seggio assegnato presenta barriere architettoniche, gli elettori non deambulanti possono votare in un’altra sezione del Comune accessibile con sedia a rotelle, esibendo la documentazione necessaria.
Seggi speciali per degenti e detenuti
I degenti in ospedale, nelle case di cura, nelle comunità terapeutiche e i detenuti possono votare in luoghi diversi dal seggio ordinario, purché la richiesta sia stata presentata entro i termini fissati dagli uffici elettorali.
In questi casi il voto viene raccolto attraverso seggi speciali o modalità equivalenti predisposte nelle strutture interessate.
Voto per italiani all’estero iscritti AIRE
Gli italiani all’estero iscritti all’AIRE votano per corrispondenza. Il plico elettorale deve essere recapitato all’ufficio consolare di riferimento entro le 16, ora locale, di giovedì 19 marzo 2026.
Possono votare per corrispondenza anche i cittadini che si trovano temporaneamente all’estero per almeno tre mesi, a condizione che abbiano presentato la domanda nei termini. In mancanza di questa richiesta, per votare occorre rientrare in Italia.
Gli elettori residenti in Paesi con cui l’Italia non intrattiene relazioni diplomatiche o nei quali il voto per corrispondenza non è ammesso hanno diritto al rimborso del 75% del costo del viaggio per rientrare nel Comune di iscrizione elettorale.
Sconti su treni, traghetti, aerei e pedaggi
Chi deve raggiungere il Comune di iscrizione elettorale può usufruire di agevolazioni sui trasporti. Per i viaggi in treno sono previste riduzioni su Trenitalia, Italo e Trenord, con percentuali diverse a seconda del vettore e del biglietto acquistato.
- Trenitalia: riduzione 60% sulle tariffe regionali e 70% sul prezzo base dei treni del servizio nazionale;
- Italo: riduzione 70% sui viaggi in ambiente Smart e Prima con le offerte Flex, Extratempo e Bordo;
- Trenord: sconto 60% sui biglietti nominativi regionali di andata e ritorno, compresa la tariffa Malpensa.
Il biglietto di andata deve essere acquistato a partire dal 13 marzo e deve consentire l’arrivo a destinazione entro le 15 di lunedì 23 marzo. Il viaggio di ritorno deve essere successivo all’apertura dei seggi e concludersi non oltre il 2 aprile.
Sui traghetti di Compagnia Italiana di Navigazione, GNV, Grimaldi Euromed, Navigazione Siciliana e NLG è previsto uno sconto del 60%. Per chi usa l’aereo, con ITA Airways è previsto uno sconto di 40 euro sui biglietti di almeno 41 euro, valido per i voli effettuati tra il 15 e il 30 marzo 2026. Per gli elettori residenti all’estero è inoltre prevista l’esenzione dal pedaggio autostradale nelle finestre temporali fissate dal Ministero dell’Interno.
Perchè non serve quorum al referendum giustizia
Il voto del 22 e 23 marzo è un referendum costituzionale confermativo, disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione. In questo caso il risultato non dipende dal numero dei votanti ma dalla maggioranza dei voti validamente espressi.
La consultazione è stata convocata perché la legge costituzionale non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere alla seconda deliberazione. Per questo, sulla separazione delle carriere e sugli altri punti della riforma decide direttamente il corpo elettorale.