Rinnovabili: V Conto Energia in mano alle Regioni

di Teresa Barone

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Le Regioni sono chiamate a esprimersi sul V Contro Energia e proporre modifiche ai decreti sulle rinnovabili, accolti con scetticismo dagli operatori del settore.

Gli “Stati Generali delle fonti rinnovabili e dell?efficienza energetica” hanno evidenziato alcune problematiche delicate inerenti i recenti decreti sulle rinnovabili, che hanno destato non poche polemiche, attirando le critiche degli operatori del settore. Saranno tuttavia le Regioni, nel corso della “Conferenza Unificata Stato-Regioni?, a pronunciarsi in merito e proporre alcune modifiche alla nuova normativa approvata dal Governo.

A fare pressione sulle Regioni sono le associazioni ambientaliste e di categoria, sperando che proprio dalle autorità regionali arrivino proposte volte a eliminare i punti critici dei decreti: il V Conto Energia stabilisce infatti cambiamenti alle tariffe a partire dal secondo semestre del 2012, soprattutto in merito ai piccoli impianti, con un taglio degli incentivi fino al 50% per gli impianti fotovoltaici.

«La riduzione media dal 1° luglio 2012 è pari al 35% e penalizza maggiormente gli impianti piccoli sui tetti, perché in proporzione questi hanno un prezzo meno legato alla riduzione dei costi delle tecnologie. Una diminuzione che accelera, però, ogni semestre, tanto che dal 2014 il valore potrebbe essere inferiore a quello di vendita dell’energia nel mercato elettrico. I testi sono pieni di impedimenti burocratici e di barriere agli investimenti che avrebbero l’effetto di fermare i successi realizzati in questi anni in termini di produzione di energia pulita e di nuova occupazione».

Così illustra la situazione Legambiente, mettendo in evidenza come i decreti necessitino di alcune revisioni, attraverso la mediazione delle Regioni e un confronto diretto con le imprese, anche al fine di allinearsi con gli obiettivi europei al 2020. Il rischio che l?Italia non riesca a raggiungere gli standard stabiliti dalla UE è infatti molto alto.