Appalti green: criteri ambientali per la PA

di Teresa Barone

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Con il Dm 7 marzo 2012 il Ministero dell?Ambiente stabilisce criteri ambientali per gli appalti nella Pubblica Amministrazione.

Il Ministero dell?Ambiente ha stabilito i criteri ambientali fondamentali da inserire nei bandi pubblicati dalla Pubblica Amministrazione, finalizzati all?acquisto di servizi energetici per gli edifici: gli appalti pubblici dovranno infatti attenersi alle regole stabilite dal Dm 7 marzo 2012, che determina le caratteristiche base per far si che i servizi di illuminazione e riscaldamento, come anche quelli di raffreddamento, siano definiti ecosostenibili.

Gli appalti pubblici dovranno quindi essere sempre più green anche secondo quanto stabilito dalla UE, che attraverso la Strategia Europa 2020 impone alle Pubbliche Amministrazioni di contribuire alla salute pubblica e alla tutela ambientale.

Il D.M. 7 marzo 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 28 marzo 2012, illustra i criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara tenendo conto di quanto stabilito dal Piano d?azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione, ovvero (Green Public Procurement).

L?obiettivo è quello di favorire gli appalti verdi e fare in modo che, entro il 2012, il 50% dei servizi forniti agli enti pubblici sia caratterizzato dal basso impatto ambientale. Tra i criteri che le ditte appaltatrici devono seguire ci sono il risparmio energetico, la riduzione delle emissioni climalteranti, il miglioramento del processo di trasformazione di energia primaria in energia utile, il miglioramento del processo di utilizzo dell?energia, la riduzione dell?uso delle risorse naturali, la riduzione degli impatti ambientali lungo l?intero ciclo di vita di prodotti e servizi, lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.