Il Progetto Paese per un modello di governance cooperativa

di Maria Elisabetta Mansullo

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Un patto che vede le PPAA impegnate, a tutti i livelli, per riorganizzare i servizi e migliorarne la gestione in chiave tecnologica

Sebbene siano ormai più di dieci anni che si parla di riforme nella Pubblica Amministrazione, le sfide che oggi si impongono richiedono una nuova ulteriore fase di riforma amministrativa, caratterizzata non più da azioni progettate e realizzate isolatamente, ma da azioni basate su obiettivi e strategie comuni a tutti gli attori della P.A. Quest’ultima infatti è, allo stesso tempo, oggetto e soggetto di tale processo di innovazione e pertanto non può esimersi dalle responsabilità e dalle funzioni che le competono.

Partendo da questa visione, il 20 settembre 2007, la Conferenza Unificata Stato-Regioni, Città e Autonomie Locali ha approvato il Progetto Paese “Patto per l’attuazione del Sistema nazionale di e-government nelle Regioni e negli Enti Locali”. Obiettivo primario di questo progetto è promuovere una nuova concezione dell’e-government che abbia le sue fondamenta, non solo, nell’informatizzazione degli uffici e dei servizi, ma anche sull’utilizzo intelligente e sistematico delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al fine di creare un nuovo rapporto fra cittadini e P.A. nel quale venga garantito il massimo della qualità dei servizi grazie alla circolazione dei dati ed all’unitarietà dei procedimenti amministrativi.

Come ha affermato il sottosegretario Beatrice Magnolfi, si è scelto la forma del Patto perché in sede di Conferenza Unificata ciò garantisce non solo la condivisione delle strategie, ma anche l’impegno concreto per attuarle da parte di tutte le istituzioni coinvolte. I diversi soggetti della P.A., a vari livelli, sono chiamati ad attuare un processo di integrazione delle politiche per lo sviluppo dell’e-government che miri al raggiungimento di un’innovazione condivisa.

In questi anni di continue riforme per la P.A., i diversi progetti di e-Government si differenziavano per i risultati raggiunti. Infatti, accanto a poli di eccellenza nei quali erano presenti sia un’informatizzazione dei processi di base sia la realizzazione di servizi on line avanzati, ci sono state non poche aree, soprattutto del sud e nei piccoli Comuni, che hanno presentato notevoli deficit e ritardi riguardo la realizzazione di progetti di e-Government.