Funzioni Centrali PA, anche UIL firma il rinnovo del CCNL

di Anna Fabi

6 Novembre 2025 08:00

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UIL firma il CCNL Funzioni Centrali 2022-2024, già in vigore per ministeri, agenzie ed enti pubblici: passo politico che apre al rinnovo 2025-2027.

Anche la UIL ha sottoscritto il nuovo Contratto Collettivo Nazionale delle Funzioni Centrali per il triennio 2022-2024, che interessa circa 225mila dipendenti PA presso ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici (come INPS, INAIL, CNEL, ENAC e AGID) e amministrazioni centrali. Con l’adesione al CCNL già sottoscritto dalla CISL lo scorso gennaio, entra nel vivo anche la concertazione sui contratti integrativi.

L’ARAN e le sigle firmatarie lavoreranno inoltre all’apertura del tavolo per il rinnovo 2025-2027, con l’obiettivo di consolidare gli incrementi salariali e rafforzare il welfare contrattuale. Il Presidente Antonio Naddeo ha infatti confermato che l’obiettivo è «pervenire entro il 2026 alla sottoscrizione del prossimo CCNL, anticipando la parte economica per garantire continuità al potere d’acquisto dei dipendenti pubblici».

Funzioni Centrali PA: cosa cambia con la firma UIL

La sottoscrizione del contratto da parte della UIL Pubblica Amministrazione non modifica l’efficacia del CCNL Funzioni Centrali 2022-2024, già in vigore dal gennaio 2025 dopo la firma tra ARAN e la maggioranza delle sigle sindacali. L’adesione UIL ha invece un valore politico e negoziale: consente al sindacato di partecipare ai tavoli di contrattazione decentrata negli enti e di prendere parte al nuovo negoziato per il rinnovo 2025-2027. Si tratta quindi di un passo di riavvicinamento tra le principali organizzazioni rappresentative, che rafforza il fronte sindacale unitario nella pubblica amministrazione.

Il Segretario generale della UIL PA, Sandro Colombi, ha infatti definito la firma «un passo necessario per riallineare le scadenze contrattuali e aprire la stagione negoziale 2025-2027». Secondo il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, «questo accordo dimostra come il dialogo e la responsabilità possano produrre risultati concreti, tutelando i diritti dei lavoratori e migliorando la qualità dei servizi pubblici».

Aumenti nel CCL 2022-2024

Il rinnovo del contratto, lo ricordiamo, prevede aumenti medi di circa 165 euro lordi al mese per il personale non dirigente, con importi variabili in base all’area e al livello di inquadramento. In particolare:

  • operatori +121,4 euro mensili,
  • assistenti +127,7 euro mensili,
  • funzionari +155,1 euro mensili.
  • elevate professionalità fino a +193,9 euro mensili.

Gli aumenti decorrono dal 1° gennaio 2024, mentre gli arretrati per il triennio 2022-2024 variano da 1.000 a 2.000 euro. Per la dirigenza, l’incremento medio è di +558 euro al mese, con arretrati che possono superare i 9.000 euro.

Indennità e fondi di produttività

Il contratto introduce diversi adeguamenti alle indennità e ai fondi economici.

  • Incremento del Fondo per la posizione e il risultato: +4,04% per i Ministeri, +4,20% per le Agenzie fiscali, +4,17% per gli enti pubblici non economici.
  • Revisione della retribuzione di posizione: da 782 a 1.311 euro annui per incarichi base, fino a 15.056 euro per incarichi complessi.
  • Indennità medico-veterinaria: +685,88 euro (per un valore totale di 9.162 euro annui).
  • Nuova indennità di specificità sanitaria: 600 euro annui per 13 mensilità.
  • Incremento del Fondo Area Professionisti: +3,64% dal 1° gennaio 2024.

Per i professionisti ENAC, il CCNL prevede inoltre aumenti compresi tra +173 e +327 euro mensili, in base alla categoria di appartenenza.

Smart working, formazione e tutele

Tra le novità più attese del rinnovo figurano le nuove regole su smart working e formazione continua. Il lavoro agile viene esteso ai lavoratori fragili, ai caregiver e al personale fuori sede, con criteri uniformi per tutte le amministrazioni centrali. La formazione diventa obbligatoriamente riconosciuta come orario di servizio, con un’attenzione particolare ai percorsi su intelligenza artificiale, competenze digitali e aggiornamento tecnico-professionale.

Vengono inoltre rafforzate le relazioni sindacali, con nuovi tavoli di confronto su fabbisogni, valutazione del personale, formazione e organizzazione del lavoro. Si introducono misure specifiche di tutela del benessere lavorativo, per contrastare stress e burnout e sostenere la transizione digitale degli uffici.

Age management e valorizzazione del personale

Il contratto punta anche a favorire un modello di gestione intergenerazionale del personale, introducendo strumenti di age management per valorizzare le competenze dei lavoratori senior e agevolare il trasferimento di know-how verso le nuove generazioni. Prevista inoltre la possibilità di articolare la settimana lavorativa su quattro giorni, su base volontaria e previo accordo con gli enti.