Ci sono due obiettivi che la Pubblica Amministrazione deve raggiungere in materia contratti collettivi: arrivare alla chiusura degli ultimi due rinnovi di quelli scaduti nel 2024, ovvero il CCNL Enti Locali ed Istruzione e Ricerca, e concludere il procedimento per la certificazione della nuova rappresentatività delle sigle sindacali nei diversi comparti, per poi aprire la stagione dei rinnovi 2025-2027.
Il ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, ha espresso ottimismo sulla conclusione in tempi brevi. Per entrambi i contratti, i sindacati sono convocati dall’ARAN il prossimo 9 ottobre. Resta da capire se l’incontro potrà produrre o meno dei passi avanti.
Il rinnovo per gli Enti locali
Nella trattativa che riguarda i dipendenti pubblici degli enti locali, Cisa e Cisl hanno già firmato la bozza mentre lo stallo è determinato dal no di Cgil e Uil sull’entità dell’aumento tabellare del 5,7%, ritenuto insufficiente a fronte di un inflazione cresciuta intorno al 14%. I sindacati hanno proposto di concentrare su questo rinnovo parte delle risorse destinate al prossimo triennio.
Se, come auspica il ministro Zangrillo, si riuscisse a firmare in tempi veloci questo contratto e poi a procedere in tempi brevi anche nel rinnovo per il triennio al 2027, si calcola che ai dipendenti degli enti locali possa essere riconosciuta una somma una tantum di 2mila 500 euro e un aumento di 190 euro al mese a partire dal 2025, che arriverebbe a 280 euro nel 2027.
Gli altri rinnovi
Per il comparto Istruzione e Ricerca, ci sono richieste sindacali per nuove indennità rivolte a determinate categorie professionali e in generale aspetti economici su cui manca l’accordo.
Tutti gli altri contratti del pubblico impiego devono iniziare la trattativa per il rinnovo relativo al triennio in corso. Ma per farlo bisogna attendere il 4 novembre, giorno nel quale dovrebbe terminare la procedura di selezione dei sindacati maggiormente rappresentativi dei vari settori.