Reddito di inclusione: dubbi su reale copertura

di Teresa Barone

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Il Rei potrà aiutare solo il 38% della popolazione meno abbiente: i dubbi dell?Alleanza contro la povertà.

Il Rei, Reddito di inclusione sociale che rappresenta la nuova misura nazionale di contrasto alla povertà, sarà attivo dal 1 gennaio 2018 e a beneficiarne saranno i nuclei familiari meno abbienti, con ISEE non superiore a 6000 euro.

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Questo è uno dei requisiti richiesti per poter ottenere il contributo, pari a un importo variabile tra 190 euro e 490 euro mensili. Secondo l’Alleanza contro la povertà – che riunisce un folto gruppo di organizzazioni come Cgil-Cisl-Uil, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Save The Children e Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – si tratta comunque di un provvedimento che di fatto andrà ad aiutare solo una parte di coloro che vivono in condizioni economiche precarie, in pratica il 38% della popolazione che vive in povertà assoluta mentre il 62% sarà tagliato fuori.

«Tale discriminazione può essere compresa solo se temporanea e, quindi, da considerare come un primo passo nella prospettiva di un progressivo ampliamento dell’utenza».

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L’Alleanza propone di adottare un Piano Nazionale contro la povertà 2018-2020 che si basi sullo stanziamento di 5,1 miliardi in più rispetto alle risorse destinate oggi.

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