Scuola 2.0: tecnologia anti dispersione

di Teresa Barone

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Nelle scuole 2.0 gli studenti sono più preparati e il tasso di abbandono è minimo: l?indagine Indire.

L?ingresso della tecnologia a scuola rappresenta una risorsa importante per contrastare l?abbandono e la dispersione, nonché l?andamento complessivo degli studenti. Lo afferma l?indagine promossa dall?Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) di Firenze in occasione del Primo Forum sulla Scuola del Futuro.

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Una ricerca che ha coinvolto 9 licei, 8 istituti tecnici e 2 professionali attraverso la compilazione di questionari online, in grado di fornire dati interessanti in tema di efficacia e vantaggi della “scuola digitale?: nelle scuole prese in esame le risorse tecnologiche sono a disposizione dell?80% degli alunni, tra pc, tablet e netbook, mentre i tassi di abbandono mostrano percentuali comprese tra lo 0% e l?8% (cifre inferiori alla media italiana e anche europea.

Per quanto riguarda le assenze, anche in questo caso la media riferita alle scuole coinvolte nell?indagine è inferiore al resto della penisola. Analizzando i dati relativi al profitto scolastico, inoltre, gli studenti che frequentano le scuole 2.0 mostrano risultati migliori in italiano e matematica, ma anche le percentuali relative alle iscrizioni all?Università dopo la maturità sono elevate (tra il 60% e il 90%).

Secondo il presidente dell’Indire Giovanni Biondi:

«Una lavagna elettronica, un computer o un’applicazione da soli non cambiano la scuola ma è il modo in cui vengono usati questi strumenti per coinvolgere gli studenti a fare la differenza. Oggi si può non solo leggere come girano i pianeti e rappresentarselo mentalmente ascoltando le parole del professore, ma si può avere un laboratorio sul banco, un ambiente di simulazione che rende le cose meno astratte. E in tutto questo gli insegnanti possono riscoprire il loro ruolo, diventando essi stessi cardine dell’innovazione.»