Banda larga e digital divide, Italia indietro

di Teresa Barone

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Il ritardo italiano nella diffusione della banda larga causa sprechi di risorse fino a 35 miliardi di euro: aree agricole ancora penalizzate.

Colmare il digital divide che caratterizza le Regioni italiane e potenziare l?innovazione diffondendo la connessione a banda larga in tutto il territorio porterebbe vantaggi alle imprese e ai cittadini, con un risparmio di risorse fino a 35 miliardi di euro. Questo è quanto è emerso dal meeting “Senza rete non si fa rete” organizzato da Cia, Agia e Cittadinanzattiva.

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La realtà italiana, attualmente, sembra tuttavia essere molto al di sotto delle aspettative. solo il 17% delle aree rurali può contare sulla presenza di infrastrutture base per la realizzazione di collegamenti a banda larga, mentre le aziende agricole informatizzate sono circa 61mila, in pratica solo il 3,8% del totale e perlopiù concentrate al Nord-Ovest (10,9%) e al Nord-Est (8,1%).

Un divario evidente illustrato da percentuali che, tuttavia, si scontrano con le cifre relative alle conoscenze dei giovani agricoltori in materia di Rete e opportunità offerte dal Web: in 8 casi su dieci, infatti, l?utilizzo di Internet è quotidiano, mente in 5 casi su 10 la Rete rappresenta uno strumento efficace per promuovere e vendere i prodotti agricoli.

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La Confederazione Italiana Agricoltori sottolinea, infine, le conseguenze – anche economiche – del ritardo italiano dal punto di vista della semplificazione burocratica e amministrativa:

«Il grave ritardo accumulato dal governo nell’adozione dei provvedimenti attuativi per l’implementazione dell’Agenda digitale nazionale porta con sé effetti negativi anche sulla semplificazione amministrativa. Oggi la burocrazia soltanto all’agricoltura costa oltre 4 miliardi l’anno.»

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