Ue: online costi Commissione Controllo Bilancio

di Lorenzo Gennari

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L'operazione trasparenza fa proseliti in Europa. L'europarlamentare Luigi De Magistris (Idv) dichiara di voler pubblicare online i costi della commissione controllo bilancio dell'Ue

«Confermo che, anche per quanto riguarda i costi della commissione che presiedo, ci sarà massima trasparenza, sia per quanto riguarda il mio stipendio, che renderò immediatamente noto, sia per quanto riguarda le spese sostenute della commissione stessa». Lo ha dichiarato l’europarlamentare Luigi De Magistris (Idv), presidente della commissione controllo bilancio dell?Ue.

L’idea di pubblicare online stipendi, spese, dati sulle assenze e numeri di telefono dei dirigenti della PA, nata per iniziativa del ministro per l’Innovazione e la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, ora viene esportata dall’Italia in Europa. La spinta alla trasparenza proviene questa volta da un esponente del partito dell’Italia dei Valori e si rivela pertanto una caratteristica trasversale di una politica finalmente responsabile.

De Magistris non ha però risparmiato critiche alla passata gestione, aggiungendo che «i vincoli dettati per la gestione economica delle commissioni sono molto rigidi anche perché l’Ue ha scoperto che negli ultimi anni c’erano parlamentari furbetti, con gli italiani ovviamente in prima fila che, invece di usare i soldi delle commissioni per le attività di loro pertinenza, intascavano somme di denaro».

Lo stesso Parlamento europeo attiverà pertanto un’informazione immediata attraverso i canali ufficiali circa l’esercizio delle funzioni della commissione. De Magistris ha assicurato, da parte sua, di utilizzare massicciamente Internet e tutte le leve di comunicazione possibili per aggiornare i cittadini europei sulle attività del gruppo di lavoro europeo da lui rappresentato, con l?individuazione degli Stati che operano correttamente e delle regioni virtuose.

Nel 2007, insieme a Beppe Grillo, Luigi De Magistris aveva già denuncato a Strasburgo lo scandalo dei fondi europei attribuiti all’Italia che finivano nelle tasche dei partiti. Una cifra pari a nove miliardi di euro ogni anno, come scrive nel suo blog, il comico genovese.