Agcom: non solo Telecom per la NGN

di Roberta Donofrio

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L'Autorità ha chiesto a Telecom Italia di apportare "sostanziali integrazioni" agli impegni presi per la NGN per favorire anche agli altri operatori l'accesso alle connessioni a 50 o a 100 Mbps

La Next Generation Network, la rete in fibra ottica che dal 2009 consentirà connessioni fino a 100 Mb al secondo, non può crescere sotto l’ombra del monopolio. Con questo intento l’Autorità Garante delle Comunicazioni ha richiesto a Telecom Italia di aumentare il suo impegno per consentire l’accesso dei concorrenti alla sua rete del futuro.

Al momento, infatti, la società detiene una sorta di esclusiva sull’offerta relativa alla banda larghissima e qualora un altro operatore decidesse di usufruire della sua infrastruttura per entrare nel mercato dei 100 Mbps, dovrebbe accettare i suoi prezzi e le sue modalità di fruizione.

Ma l’Agcom ha contestato questa decisione dell’ex monopolista e «Per garantire la piena parità di trattamento tra operatori alternativi e divisioni interne di Telecom Italia, viene chiesto che i contratti interni di servizio fra le direzioni commerciali e le direzioni wholesale contengano anche le condizioni economiche, ossia i cosiddetti transfer charge».

In pratica, verrà formulata un’offerta all’ingrosso per la nuova rete, così come già accade per l’Adsl, e i concorrenti vi accederanno in base a un listino prezzi regolamentato dall’Autorità. A definire l’offerta ci sarà la divisione Open Access su cui il Garante interverrà per verificare il rispetto degli accordi stabiliti.

L’Autorità istituirà con il concorso di tutti gli operatori due ulteriori strumenti di controllo: un organismo destinato alla risoluzione delle controversie sull’accesso alla rete e un comitato NGN dove confluiranno tutte le «soluzioni concrete alle problematiche tecniche e organizzative del passaggio alle reti di nuova generazione».