L’Unione Europea guarda al futuro di Internet

di Roberta Donofrio

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L?Unione Europea s'interroga sui nuovi scenari della Rete. Nel futuro non saranno solo gli uomini ad essere connessi ma anche gli oggetti della nostra vita quotidiana

«Disponiamo oggi di una rete ben distribuita, aperta e neutra. Sono queste le caratteristiche essenziali di un sistema di governance che è il fondamento stesso del successo di internet».
Con queste parole il Commissario Ue ai media Viviane Reding sintetizza i vantaggi del Web 2.0 alla conferenza Internet degli oggetti, internet del futuro svoltasi a Nizza.

Internet si evolve rapidamente e gli strumenti di ultima generazione ne hanno moltiplicato le potenzialità: se finora, con il Web 2.0, ha reso infinite le interrelazioni tra gli individui, in un prossimo futuro saranno gli oggetti, dotati di un indirizzo IP, ad interconnettersi e a scambiarsi continuamente informazioni.

In questa nuova dimensione non-umana della connessione, l’Unione Europea, col sostegno delle organizzazioni internazionali come l’ITU, l’Unesco, e l’Ocse e dei consorzi come il W3C, dovrà quindi assumersi l’impegno di garantire che neutralità ed accesso libero alle risorse continuino ad essere i valori che contraddistiguono la nuova Rete.

E guardando al futuro della rete, la Reding prova a dare una definizione del nuovo scenario tecnologico che si sta già delineando:« Web 3.0 significa potersi dedicare ad attività commerciali, sociali e ricreative in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, senza soluzioni di continuità, grazie a reti veloci, affidabili e sicure».

Per valutare le future prospettive, la Ue ha lanciato una consultazione pubblica sul sito La vostra voce in Europa, invitando centri di ricerca, organizzazioni di consumatori, autorità pubbliche e private ad inviare commenti e suggerimenti. Dalla prima metà del 2009, la Commissione inizierà e definire una politica d’intervento per la costruzione della nuova Rete sulla base degli spunti pervenuti.