WiMax contro il digital divide

di Noemi Ricci

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L'asta per l'assegnazione delle frequenze è partita, ma l'implementazione del sistema WiMax su scala nazionale sembra ancora lontana. Eppure potrebbe essere la risposta a numerosi problemi...

WiMax, acronimo che sta per Worldwide Interoperability for Microwave Access, è la nuova tecnologia di accesso alla rete senza fili a banda larga che offre altissime prestazioni in termini di velocità e capacità di trasmissione e costi ridottissimi. Le velocità supportate si aggirano intorno ai 75 Mbit/s in aree metropolitane, con un notevole abbattimento dei limiti strutturali, WiMax utilizza infatti una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. Questo permetterà di trasmettere e ricevere segnali senza fili a distanze di decine di chilometri e far sì che tutti ricevano il segnale Internet.

Questa interessante peculiarità fa si che i sistemi WiMax possano essere utilizzati sia per diversi ambienti, indipendentemente dalle caratteristiche geografiche (urbane o rurali), sia per differenti tipi di utenza (operatori, service provider, grandi e piccole aziende, privati). Tutto ciò consente sia di coprire vaste aree metropolitane, sia di raggiungere zone montane in cui effettuare la connessione via cavo sarebbe troppo costoso e difficile. Il WiMax, inoltre, è in grado di funzionare sia su bande sottoposte a licenza che su quelle a licenza libera.

Queste sue carattiristiche versatili, insieme alle elevate performance, permetteranno di garantire accessi ininterrotti anche per notevoli consumi di banda e grandi varietà di applicazioni. Rispetto alla ormai diffussissima ADSL o alle reti a fibra ottica, sono eliminati i problemi del cablaggio fisico, offrendo maggiore flessibilità e riduzione dei costi. WiMax presenta, quindi, tutte le potenzialità per essere la nuova tecnologia in grado di apportare grandi cambiamenti nel pubblico, in ambito aziendale, ma anche nelle singole utenze private.

Il digital divide nei Comuni

Con il termine digital divide si intende, invece, la divisione tra chi può accedere alle tecnologie digitali (internet e computer) e che invece non può per diversi motivi, quali ad esempio problemi di reddito, scarse conoscenze, insufficienza nelle infrastrutture. Questo divario rappresenta un importante problema per il nostro paese, in cui alcune zone risultano così isolate da punto di vista tecnologico rispetto a quelle che godono dei vantaggi di collegamenti velooci. Il disagio interessa famiglie, aziende, nonché pubbliche amministrazioni di queste zone emarginate, presenti soprattutto nella fascia appenninica e nell’arco alpino.