SPC, la “rete federale” della PA

di Paolo Iasevoli

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L'ultima riunione del CNIPA ha individuato nuovi obiettivi per il Sistema Pubblico di Connettività: interoperabilità, VOIP e condivisione delle risorse

Il CNIPA ridefinisce il ruolo dell’SPC, che diventerà una vera e propria “rete federale” al servizio di tutti gli enti pubblici.

Nell’ultima riunione della Commissione di Coordinamento dell’SPC, il CNIPA ha infatti individuato nuovi obiettivi per il Sistema Pubblico di Connettività, elemento fondamentale nella gestione della Pubblica Amministrazione.

Si delinea così una seconda fase per l’SPC, nato come la più grande rete telematica europea in grado di interconnettere amministrazioni pubbliche centrali, regionali e locali, arrivando persino ad includere le sedi estere presenti in oltre 125 Paesi in tutto il mondo.

Un immenso network a banda larga, con caratteristiche avanzate di sicurezza, i cui nuovi obiettivi sono sintetizzabili in capillarità, condivisione e servizi. Al primo posto è emersa infatti la necessità di consolidare la partecipazione delle Regioni e degli enti locali, in modo da creare una “rete federale” perfettamente interoperabile che unisca tutti i livelli amministrativi.

Grande rilievo è dato alla condivisione, resa possibile proprio dall’interoperabilità, che permetterà di condividire banche dati e applicativi, ottimizzando notevolmente gli investimenti in ICT e migliorando ulteriormente i procedimenti amministrativi.

Sul versante dei servizi il ruolo di protagonista spetta prevedibilmente al VOIP, reso obbligatorio per tutti gli enti pubblici dalla Finanziaria 2008. In generale emerge lo spostamento del focus dagli aspetti tecnici a quelli di gestione, per sottolineare la centralità dell’SPC nel processo di modernizzazione del Sistema Paese.

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