SPC, Sistema Pubblico di Connettività

di Noemi Ricci

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SPC è l'infrastruttura telematica che consente alle amministrazioni Pubbliche italiane di essere collegate tra loro, condividendo dati e risorse

Il progetto è stato avviato nel 2002 ed è gestito dal CNIPA, su incarico conferito dal Ministero per l’innovazione e le tecnologie. Entro il 2007 SPC assorbirà la RUPA (Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione), in via di scadenza, facendola evolvere in un progetto più ampio il cui primo passo è costituito dal passaggio alle nuove tecnologie a larga banda.

Il Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione prevede, oltre all’interconnessione telematica in banda larga, la cooperazione tra tutte le amministrazioni Pubbliche italiane per l’erogazione di nuovi servizi. Rappresenta quindi la più grande infrastruttura telematica pubblica in Europa ed una delle maggiori al mondo.

L’SPC è definito, nel Decreto legislativo n. 42 del 28 febbraio 2005, come “l’insieme di strutture organizzative, infrastrutture tecnologiche e regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la circolarità del patrimonio informativo della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza e la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l’autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione”.

Una delle necessità è quella di evitare a cittadini ed imprese duplicazioni e sovrapposizioni burocratiche, dovute alla mancanza di dialogo operativo e cooperazione tra tutte le Amministrazioni (obbligo invece sancito dal Codice della Amministrazioni Digitale), facendo così in modo che la Pubblica Amministrazione si presenti come un interlocutore unico per offrire a cittadini ed imprese un servizio completo.

Solo per fare un esempio, è sufficiente pensare all’insieme di persone con cui un privato deve confrontarsi prima di avviare una propria attività. L’agenzia delle Entrate che rilascia la partita Iva e mantiene la storia dei cambiamenti societari e anagrafici, i comuni che spesso devono dare comunicazione per l’apertura dell’attività almeno 30 giorni prima (in particolare si tratta dei casi di attività di commercio alimentari per cui la ASL deve rilasciare apposita dichiarazione di conformità), la Camera di Commercio con il suo Registro delle Imprese entro 30 giorni, senza contare gli incontri con Inps e Inail.

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