Crowdfunding, più delle banche può il popolo del web

di Carlo Lavalle

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Finanziare piccoli e grandi progetti grazie alla generosità e alla saggezza delle persone che navigano su Internet.

Hai un progetto chiuso nel cassetto perché ti mancano i soldi? Puoi pensare di raccoglierli sul web rivolgendoti direttamente a chi frequenta le rete. È il crowdfunding, un sistema che, ispirato ai principi del crowdsourcing, affida le sorti di un’attività, quella della raccolta fondi, alle decisioni e all’atteggiamento collaborativo o cooperativo della “folla”.

Con questo sistema si salta l’intermediazione con un soggetto o ente specializzato nel fornire credito (banca, istituti finanziari ecc.) per attingere denaro dai singoli senza ulteriori passaggi.

Così facendo il rischio d’impresa si trasferisce sui consumatori che finanziano un’iniziativa, descritta nei suoi aspetti essenziali su Internet, a loro giudizio considerata meritevole di sostegno. Per di più, in questa maniera il processo di disintermediazione, favorito da Internet, si estende ad un’altra sfera aggiungendo il tassello creditizio.

Lo sviluppo del fenomeno del crowdfunding riguarda vari settori, dalla musica al giornalismo.

È noto nel campo dell’industria musicale il caso di Sellaband che utilizza questo modello di finanziamento da diversi anni. Sul sito i fan di una band possono versare piccole somme per consentire al gruppo di registrare le canzoni in uno studio professionale. Una volta prodotto l’album dei propri beniamini gli utenti ne ottengono in cambio una copia a fronte del loro minimo investimento.

Nel giornalismo ci sono iniziative simili come Spot.us o, in Italia, YouCapital. Per il cinema troviamo movieScope, IndieGoGo, CineCrowd, e CinemaShares in cui le persone che investono ricevono gratuitamente un dvd del film prodotto col loro contributo.

La piattaforma Kickstarter rappresenta invece un collettore che permette di sovvenzionare decine di progetti dando un’opportunità di realizzazione ai più creativi nei più svariati campi, dall’arte alla tecnologia, dall’alimentare all’editoria. Grazie al crowdfunding, Diaspora, il social network anti-Facebook, ha potuto esordire sulla rete. I fondatori – Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy – partiti con un capitale iniziale di 10.000 dollari sono riusciti ad arrivare alla cospicua cifra di 200.000 dollari sfruttando proprio Kickstarter.

Anche in Italia Alberto Falossi ha creato nel 2009 Kapipal.com un sito che consente di racimolare denaro senza limitazione di settore e finalità. Chiunque può crearsi una propria pagina per raggiungere il suo obiettivo. Imprenditori ma anche individui che magari intendono soltanto avere un modesto contributo per una lista nozze. Una specie di personal crowdfunding insomma che ha come retroterra l’azione solidale di un network di “amici” il cui ruolo nell’economia della propria esistenza individuale viene esaltato e teorizzato nel kapipalist manifesto, redatto dallo stesso autore della piattaforma.