Fiat, Marchionne vuole un pieno impiego dei dipendenti

di Floriana Giambarresi

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Sergio Marchionne di Fiat illustra la nuova strategia aziendale: lanciare nuove auto che portino a un pieno impiego dei dipendenti in 3-4 anni.

 

Sergio Marchionne, manager di Fiat, ha appena illustrato la nuova strategia della casa automobilistica italiana volta a un significativo aumento della produttività e che porterà, nel giro di 3 o 4 anni, a un pieno impiego di tutti i propri dipendenti.

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Sarà il rilascio di ben 17 nuovi modelli di auto e di 7 aggiornamenti dei prodotti già introdotti sul mercato a permettere di raggiungere un obiettivo del genere. Una strategia che se portata a termine consentirà anche di risolvere il problema della sovraccapacità produttiva nel mercato, nonché di raggiungere il pareggio anche in Italia e in generale in Europa.

Il numero uno di Fiat ha spiegato che “il prossimo annuncio arriverà a fine mese, quando illustreremo nel dettaglio i progetti per lo stabilimento di Grugliasco. Il ciclo che abbiamo aperto rappresenta il nostro impegno per restare in questo Paese e tornare ad essere profittevoli“. 

Tale “impegno enorme, la scelta coraggiosa che abbiamo fatto che esula da qualunque logica di interesse e risponde invece al senso di responsabilità della Fiat verso questo Paese“, una strategia che il manager ha definito “non per i deboli di cuore“.

Tutto ciò è stato reso possibile perchè “Fiat e Chrysler insieme sono una realtà industriale profondamente diversa rispetto a tre anni fa. La Fiat si è aperta all’esterno in modo fondamentale e irreversibile. I nostri mercati di riferimento non sono più soltanto quelli tradizionali, italiano ed europeo, ma sono diventati soprattutto quelli extra-europei. Abbiamo intenzione di toglierci dalla mischia dei marchi generalisti e andare a competere nella parte alta e meno affollata del mercato” dato che “abbiamo in casa il prestigio e la qualità di chi, come la Ferrari, ha definito l’alto di gamma nel mondo, poi Fiat e Chrysler negli ultimi tre anni hanno sviluppato architetture e motori che saranno all’avanguardia per il segmento premium e infine Fiat, grazie a Chrysler, ha oggi una presenza globale“.

Merito insomma della fusione con Chrysler con l’azienda italiana se il gruppo di Sergio Marchionne sarà, nei prossimi anni, in grado di poter arrivare al conseguimento di risultati del genere.

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