Nucleare: lo stop del Governo, niente referendum

di Noemi Ricci

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Stop del Governo all ritorno dell'Italia al nucleare. Salta quindi il voto di giugno, che si concentrerà su leggittimo impedimento e acqua privata.

Retromarcia clamorosa per il Governo che ferma la corsa al nucleare depositando in aula al Senato un emendamento al decreto legge Omnibus cancella il referendum del prossimo 12 giugno e i lavori per la costruzione delle nuove centrali atomiche. Dopo la tragedia del Giappone e la successione di allarmi che sono andati aggravandosi di giorno in giorno, la posizione deli italiani si è fatta sempre più polemica e sono stati in molti ad aver cambiato idea, in negativo, sul ritorno del nostro Paese alle centrali basate sull’energia ricavata dall’atomo, andando sempre più a favore delle Rinnovabili.

Ricordiamo infatti che dopo il terribile terremoto di marzo in Giappone ci sono state ulteriori scosse, che hanno portato a nuovi scoppi a Fukushima, facendo salire la radioattività  e facendo temere il peggio [Leggi tutto…].

Poi è arrivato un nuovo problema: il reattore numero due della centrale di Fukushima ha iniziato a perdere acqua contaminata con 11.500 tonnellate di acqua riversata in mare con una concentrazione di radiazioni circa 100 volte superiore al limite legale [Leggi tutto…].

E infine l’allarme radioattivo a livello 7, il più alto della scala internazionale, che comporta un alto rischio per la salute e l’ambiente, lo stesso del di Chernobyl [Leggi tutto…].

Situazioni che non possono non destare preoccupazione. I timori sono soprattutto sulla capacità del’Italia di gestire una situazione d’emergenza come quella nipponica. 

Finalmente il Governo sembra aver recepito lo stato d’animo del Paese e ha inserito nel decreto un emendamento che sostituice ed amplia la sospensione per un anno del nuovo programma nucleare. Ora l’iter del decreto prevede l’approvazione al Senato per poi passare alla Camera.

Una mossa dietro la quale qualcuno ravvede «paura di perdere le elezioni amministrative e di venire travolto dal referendum del 12 e 13 giugno che avrebbe portato anche alla completa abrogazione della legge sul legittimo impedimento». Questa l’opinione espressa da Angelo Bonelli, presidente dei Verdi.

Dunque, saltando la questione sul nuleare, a giugno verremo chiamati a votare solo su legittimo impedimento e privatizzazione dell’acqua.