La crisi del debito sui due lati dell’oceano

di Barbara Weisz

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Il rischio conti pubblici supera i confini dell'Europa dopo il giudizio negativo di S&P sul debito americano. Oggi Obama ne parla su Facebook.

La reazione della Casa Bianca non si è fatta attendere: il segretario al Tesoro Timothy Geithner ha escluso il rischio che il paese possa perdere il rating AAA, ha sottolineato che esiste un consenso politico bipartisan sulla riduzione del deficit. In realtà democratici e repubblicani nelle scorse settimane hanno trovato un’intesa di massima sulla necessità di risparmiare 40 miliardi di dollari in dieci anni, ma restano profonde differenze sul modo in cui raggiungere l’obiettivo. Sull’incertezza delle strategie economiche a stelle e strisce c’è da registrare anche un monito del Fmi.

Di questi temi parlerà oggi Obama, la cui amministrazione punta a ridurre le spese militari e a contenere la spesa interna (anche quella sanitaria, punto fra i piu’ contorversi), ma non vuole saperne di abbassare le tasse, elemento su cui invece insistono i repubblicani. 

Sullo sfondo, c’è la questione del debito: nei prossimi mesi gli Usa raggiungeranno il tetto di 14mila 290 miliardi fissato per legge, e anche qui bisogna trovare un accordo con i repubblicani. Come si vede, la situazione americana ha una forte connotazioe politica in un clima da semi-campagna elettorale (Obama è nella seconda parte del mandato).

In Europa, invece, il problema del debito è molto piu’ concreto, nell’ultimo anno si sono susseguiti i salvataggi, prima della Grecia, poi dell’Irlanda, e ultimente si è inserita la richiesta di aiuti del Portogallo. Sui nuovi allarmi per il rischio di insolvenza greca negli ultimi giorni le autorità comunitarie si sono sforzate di smorzare i toni: sono arrivate smentite dal governo greco e dall’Ue, che ha sottolineato che non c’è nessun colloquio su una eventuale ristrutturazione del debito.

 

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