Imprenditori “fuori sede”: Milano e Aosta sono le preferite

di Massimiliano Santoro

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Le due città sono le più scelte dagli imprenditori italiani per aprire un'azienda fuori dai confini della propria regione di nascita.

Italia: Paese di santi, poeti, navigatori…e imprenditorifuori sede“. Se è vero che le differenze sociali e culturali tra operatori di nazionalità diversa rappresentano un momento di crescita e di arricchimento possono esserlo anche le scelte imprenditoriali di aprire un’azienda al di fuori del proprio territorio di appartenenza.

In base ad un’elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro imprese, infatti, emerge che i territori preferiti dagli imprenditori che hanno deciso di aprire un’attività al di fuori delle proprie regioni di nascita sono risultati essere quelli di Milano ed Aosta. In queste due realtà si registra la presenza, rispettivamente, del 33,1% (31.121) e del 32,9% (2.324 ) dei titolari italiani di imprese individuali attive nati fuori regione sul totale dei titolari italiani. A Milano prevalgono gli imprenditori pugliesi (22,3%), seguiti da quelli siculi (17,9%), calabresi (14,3%), campani (12%) e veneti (5,6%). Ad Aosta, invece, prevalgono gli imprenditori nati in Piemonte (37,1%).

Al terzo posto di questa speciale classifica che prende in considerazione le province capoluogo di regione c’è Torino con 29.213 titolari italiani di imprese individuali attive nati fuori dai confini piemontesi pari al 27,1% di imprenditori “fuori sede” sul totale. A Torino sono gli imprenditori siculi a prevalere (19,9%), seguiti dai pugliesi (19,7%), dai calabresi (18,5%), dai campani (9,8%) e dai veneti (6,2%).

Dopo Torino c’è Genova che presenta una quota di titolari di imprese individuali nati fuori regione pari al 26,6% del totale (9.623) . Gli imprenditori siculi sono i più numerosi (18,5%), seguiti da quelli calabresi (16,9%), dai lombardi e piemontesi (10,3%) e dai campani (8,3%).

Seguono il capoluogo ligure le province di Monza e Brianza (26,4%), Bologna (23,6%) e Firenze (21,5%). In questi due ultime province capoluogo di regione gli imprenditori prevalenti sono quelli di origini sicule. E cosa accade, invece, nella Capitale? A Roma, ottava provincia in classifica, risultano essere 28.572 i titolari di imprese individuali nati fuori regione con una percentuale del 20,3% sul totale. Sono gli imprenditori campani di nascita ad essere i più numerosi (19,1%) nel territorio romano seguiti da quelli calabresi (11,4%), dai siciliani (10,3%), dagli abruzzesi (9,7%) e dai pugliesi (8,7%).

Infine, i territori meno preferiti dagli imprenditori italiani per aprire un’impresa fuori dai propri confini regionali di nascita sono risultati essere quelli di Bari (3,6%), Palermo (2,5%) e Napoli (2,3%).

“Queste storie d’impresa hanno fatto la storia del nostro Paese – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – e sono l’esempio concreto di come l’appartenenza a un territorio si fondi sulla cittadinanza economica, vale a dire sul contributo che ciascuno porta allo sviluppo in termini di lavoro, operosità, imprenditorialità”.

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