Stipendi manager, Cameron non molla

di Redazione PMI.it

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Il Primo Ministro britannico Cameron mira a calmierare i compensi di dirigenti e top manager attraverso un'operazione di trasparenza e responsabilità.

In questi giorni il Regno Unito è in fibrillazione. Il dibattito politico si è incentrato sull’opportunità o meno che i compensi, i bonus, le gratificazioni di personalità come manager o executive che occupano le posizioni apicali di importanti banche o istituti finanziari possano essere calmierate.

Ci si interroga soprattutto alla luce di quella che potrebbe essere la reazione della middle class britannica alla quale il governo ha chiesto sacrifici per poter uscire dalla crisi e poi legge sui giornali o ascolta alla tv di cifre da ridistribuire tra i top manager. C’è chi dice sette, chi 8 miliardi di sterline. Secondo dati ben precisi le retribuzioni medie dei rappresentanti della classe media brittanica, dall’operaio, all’autonomo, dall’impiegato al piccolo imprenditore nello scorso anno hanno visto graduali diminuzioni mentre le retribuzioni dei dirigenti apicali di importanti società operanti nella Borsa londinese hanno visto una crescita di circa il 50%.

Nei giorni scorsi, effettuando un’intervista alla Bbc, il primo ministro David Cameron aveva fatto un appello al senso di responsabilità delle banche su questo delicato argomento ma sottolineando nel contempo come fosse molto facile individuare negli istituti di credito la principale responsabilità della recessione in atto facendone un capro espiatorio.

“Quello che voglio vedere è un comportamento socialmente responsabile da parte delle banche” ha tuonato Cameron difendendo l’azione del suo governo in campo finanziario sottolineando che il suo è stato uno dei primi governi del mondo ad introdurre un prelievo bancario.

Anche in Italia nei giorni scorsi il tema è tornato in auge dopo l’invio di una lettera del presidente dell’Abi Mussari ai vertici degli istituti bancari (presidenti, Ad e Dg) chiedendo di “indirizzare ulteriormente le vostre scelte in tema di trattamenti economici delle figure apicali e più rilevanti aziendalmente verso una moderazione che, per quanto possibile e senza incidere sulle politiche di retention, giunga ad evitare anche incrementi di dette remunerazioni per il periodo di vigenza del ccnl di altre categorie”.