Fallimenti record delle imprese

di Andrea Barbieri Carones

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In tutta Italia sono in aumento i fallimenti delle aziende: in Lombardia il maggior numero, mentre in Campania e Lazio va peggio nel 2011.

Sono sempre più le aziende che in Italia chiudono i battenti e dichiarano fallimento, mettendo sulla strada migliaia di lavoratori. Uno studio del Cerved mostra che sono un po’ tutte le regioni a soffrire di questa crisi scoppiata nel 2009 su scala mondiale. Ed a partire da questo annus horribilis, i crack sono aumentati considerevolmente.

I dati indicano che il malessere è iniziato nell’Italia del nord e si è diffuso in tutto il Paese con un 2011 che ha sancito un boom di fallimenti particolarmente forte in Campania e nel Lazio, con un trend che nel 2011 è risultato poco invidiabile: nella regione amministrata da Stefano Caldoro, l’incremento di chiusure è stato del 29,6% mentre in quella governata da Renata Polverini il dato indica +23,4% contro il +9,8% della Lombardia.

Quest’ultima regione, insieme alle altre del nord, dal 2009 a oggi hanno visto scomparire 17mila imprese contro le 8.358 del sud e le 7.284 del centro. Ma quello che davvero allarma questa azienda parte di un gruppo attivo nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito per conto di banche e finanziarie, è il numero di aziende che falliscono in rapporto al numero di quelle attive sul mercato (insolvency ratio): negli ultimi 3 anni, in Lombardia questo rapporto è il più alto visto che è di 27 ogni 10mila, conla provincia di Milano che vede questo rapporto arrivare a quota 34.

Quali i settori maggiormente colpiti? Quasi il 50% dei 33mila fallimenti totali riguardano aziende del terziario, seguite da quelle che operano nel settore edile (23%) e da quelle del manifatturiero (21%). Considerando l’insolvency ratio, i crack hanno colpito l’industria, con 38,7 chiusure ogni 10mila imprese, seguiti da quelli nel settore delle costruzioni (28,5), da quello dei servizi (16,9) e dagli altri settori (9,1).

E più passa il tempo, peggio vanno le cose visto che considerando solo il 2011 la Lombardia ha toccato un’insolvency ratio di 30,7 punti, mentre Milano e la sua provincia hanno toccato quota 39. Considerando l’ultimo triennio e calcolando il numero totale di imprese fallite, la graduatoria è guidata dalla Lombardia (più di 7mila) seguita da Veneto e Lazio, con 3.225 e 3.151.

La regione del nordest, che nell’ultimo triennio ha avuto un’insolvency ratio di 22,7, ha visto questo trend rallentare rispetto a quanto accaduto 2 anni fa. Le regioni più virtuose? Fino a questo momento risultano essere le più piccole, come Valle d’Aosta, Basilicata e Molise.