Tasse sui capitali: dialogo tra Italia e Svizzera

di Andrea Barbieri Carones

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Fisco e finanza i temi trattati dagli incontri tra Italia e Svizzera: in vista una tassa sui redditi da capitali italiani presso banche elvetiche.

Rappresentanti dei governi di Italia e Svizzera hanno iniziato dei colloqui su temi finanziari e fiscali. In particolare, il consigliere diplomatico del ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, Carlo Baldocci, e il segretario di Stato del Dipartimento Federale delle Finanze svizzero, Michael Ambúhl, nonché capo della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, hanno parlato della possibilità di istituire una nuova imposta alla fonte sui redditi da capitale di cittadini italiani che hanno conti presso banche della confederazione. In base alle stime, i soldi italiani negli istituti di credito elvetici sarebbero fra i 100 e i 200 miliardi di euro.

L’incontro odierno ha toccato al il tema della regolarizzazione dei patrimoni detenuti in Svizzera da contribuenti non residenti, dell’accesso ai mercati finanziari, delle black list esistenti, della revisione della Convenzione bilaterale per evitare che i cittadini dei 2 Paesi siano soggetti a doppia imposizione fiscale e dell’accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri.

A proposito di questi ultimi, nel 2011 il Canton Ticino aveva unilaterlamente deciso di bloccare la metà dei ristorni di questi lavoratori. In pratica, con questo meccanismo il 38,8% delle tasse pagate dai 50mila lavoratori italiani che giornalmente si recano in Svizzera viene restituita dal governo elvetico all’Italia, per finire un anno e mezzo dopo nelle casse dei comuni di provenienza dei lavoratori stessi (circa 400).

Nei colloqui è stato anche ufficualmente deciso di rimuovere la Svizzera dalla black list degli Stati a regime fiscale privilegiato.

Relativamente alle tasse sui conti esteri, se l’accordo che verrà firmato tra Italia e Svizzera fosse simile a quello siglato con l’Austria, nelle casse dello Stato italiano potrebbero arrivare circa 6-700 milioni di euro ogni anno. Per derimere ogni futura questione tra i due governi, nascerà un “gruppo di pilotaggio” incaricato di risolvere tutte le questioni aperte tra i due Paesi che tocchino i temi appena elencati. Tale nuovo soggetto, si riunirà per la prima volta il giorno 24 maggio prossimo.

L’incontro odierno ha fatto da anticipatore a quello che si terrà nel futuro immediato tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il suo omologo svizzero, Eveline Widmer-Schlumpf.

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