Ocse, qualità della vita: 1a Australia, Italia in fondo

di Assunta Corbo

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Indagine dell'Ocse ha decretato l'Australia come il Paese del mondo in cui si vive meglio; seguono Norvegia e Usa, mentre l'Italia è sotto la media.

Siamo un Paese appena sufficiente. E’ quanto emerge dall’indagine della Ocse che ha stilato il nuovo Better Life Index mixando statistiche e sondaggi sulla qualità di vita dei Paesi del mondo, considerando 11 parametri: istruzione, ambiente, reddito, occupazione, salute, equilibrio lavoro e famiglia tra questi. L’Italia si classifica al 22mo posto su 36 Paesi considerati.

La classifica è guidata dall’Australia, seguita da Norvegia, Usa e Svezia. Chiudono la Turchia e il Messico. Il primo posto dell’Australia, in particolare, è frutto di una robusta performance economica, contrapposta al disordine europeo e all’anemica crescita statunitense.

L’Italia è vicina alla media in diversi criteri dell’indice, ma soffre in alcune materie, come lavoro, livello di educazione, impegno civile e, appunto, soddisfazione dell’esistenza. Più che il reddito medio, può il divario ricchi-poveri e più che il tasso di occupazione, può la differenza uomini-donne. In media si guadagnano 23.917 dollari l’anno, contro livelli Ocse di 22.387 dollari: e siamo quindi all’undicesimo posto.

Addirittura al nono, se guardiamo la ricchezza delle famiglie. Ma c’è un considerevole gap, dice il report: il 20% della popolazione più ricca guadagna cinque volte più (48.972 dollari) del 20% più povero (8.714).  E anche se il lavoro ce l’ha il 57% dei cittadini tra 15 e 64 anni (dato già inferiore alla media del 64%: 23° posto), i numeri sono sbilanciati: perché a fronte del 68% degli uomini, solo il 46% delle donne ha un’occupazione (retribuita). Per loro resta difficile conciliare lavoro e vita familiare. Mentre gli uomini dedicano 103 minuti al giorno per la cura della casa o la cucina, le donne arrivano a 326 minuti: una delle differenze più alte nei paesi industrializzati.

Per trovare un lavoro, d’altra parte, è importante una buona istruzione. Ma qui arrivano le note dolenti: il 54% degli adulti tra 25 e 64 anni ha un diploma di scuola superiore, rispetto a una media Ocse del 74%. La percentuale è del 70% tra i 25 e i 34 anni d’età, sotto una media dell’81%. Abbiamo basse performance in matematica e scienze: e le donne superano gli uomini di 11 punti.

Nella salute, l’Italia è all’11° posto per longevità (82 anni: 2 in più della media), e la spesa è pari al 9,5% del Pil, pari a 2.870 dollari a persona (3.060, la media). E se il tasso medio di obesità è in totale relativamente basso, risulta molto alto invece tra i bambini: uno su tre è sovrappeso.

Per l’ambiente possiamo fare di più: il 33% degli italiani ritiene di non aver accesso a spazi verdi, contro il 12% Ocse; l’aria è più inquinata della media (23 microgrammi di PM10 per metro cubo, contro i 22 Ocse) e la soddisfazione per la qualità dell’acqua tocca l’80% ma è inferiore all’84% della media.

Passando al capitolo sicurezza, il paese vede un basso tasso di omicidi, rispetto alla media Ocse (1% contro 2,1%). Ma solo il 58% degli italiani si sente davvero sicuro camminando da solo di notte. La percezione, in alcuni casi, è quasi tutto. Così, se da 0 a 10, la soddisfazione di vita generale si ferma a 6,1 (contro il 6,7 Ocse), gli italiani si dicono però felici come nella media, anzi un punto su: il 73% dichiara di avere in media più esperienze positive che negative.

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