Armani non lascia e punta su Cina e Brasile

di Massimiliano Santoro

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In un'intervista a Il Sole 24Ore Giorgio Armani commenta i dati del 2011, con fatturato a 1,8 mld e liquidità a 643 mln, mentre mira a Cina e Brasile.

Armani non lascia la moda, anzi “raddoppia” e spiega che nel prossimo futuro ci si focalizzerà sull’espansione in Brasile e che si guarda con attenzione allo sviluppo dei mercati dell’Asia, principalmente quello cinese.

In un’intervista esclusiva a “Il Sole 24 Ore“, Giorgio Armani commenta i dati positivi del 2011 chiuso con ricavi che hanno raggiunto quota 1,804 miliardi, con una crescita del 13,6% rispetto allo scorso anno, una liquidità pari a 643 milioni di euro ed un Ebit a 281,8 miliardi di euro con un incremento del 23,2%.

Dati veramente lusinghieri per uno dei pionieri e dei simboli del “Made in Italy” nel mondo e tra i leader mondiali nel settore della moda e non solo visto che lo stesso Armani, nell’intervista rilasciata al quotidiano economico , spiega che nei primi tre mesi dell’anno si registrano ricavi a due cifre per il settore wholesale e retail.

Armani però fuga qualsiasi dubbio di abbandono e di vendita del suo impero che negli ultimi anni si è esteso oltre il mondo della moda e dell’abbigliamento, spiegando che “al  momento resisto alle offerte di acquisto che certo non mancano ma che non mi tentano”. Insomma, si va avanti nel solco tracciato con un futuro prossimo che, nell’idea e nei progetti dello stilista, vedranno una focalizzazione dell’azienda verso l’imponente sviluppo dei mercati dell’Asia, soprattutto in Cina, dove il ritorno in termini di crescita dei ricavi è cresciuto del 45%, ed un rafforzamento della presenza dell’azienda in Brasile.

Armani risponde anche ad una domanda sul momento contingente che sta vivendo il Paese non nascondendo che il futuro dell’Italia “e non solo, preoccupa tutti” ma si dice fiducioso dalle politiche messe in campo dall’attuale Governo Monti ed in particolar modo spiega di avere fiducia nella capacità “degli italiani di agire e reinventarsi”.