Clini, da incentivi per green economy 60mila posti di lavoro

di Serena Frattini

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Il ministro dell'Ambiente propone un incentivo alle imprese nel settore dell'economia verde, che porterebbe a 60mila nuovi posti di lavoro.

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha sottoposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’approvazione, una misura volta a raggiungere l’assunzione a tempo indeterminato di 60 mila giovani inferiori ai 35 anni di età ma esperti nella green economy e nella protezione del territorio.

La proposta, resa nota dallo stesso Clini in occasione di una conferenza, prevede l’applicazione di un credito d’imposta a tutte quelle aziende che assumono giovani “in alcuni settori di punta dell’economia verde, che sono la manutenzione del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico, la ricerca e sviluppo e produzione nei settori del solare a concentrazione, del solare termodinamico, del solare fotovoltaico e del geotermico”, spiega il ministro.

Secondo la proposta il credito d’imposta sarebbe finanziato da tutti quei fondi stanziati e inutilizzati, ovvero da una “riallocazione di risorse disponibili e non spese”, tale procedimento inoltre, sempre secondo il ministro dell’Ambiente, non dovrà essere a carattere isolato ma “deve essere un volano per muovere maggiori investimenti, maggiori misure di supporto pubblico, così come avvenuto per l’applicazione del 55% nel settore degli interventi per l’efficienza energetica degli edifici”.

L’obbiettivo di Clini è che tale provvedimento, trasmesso sia alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, venga “incorporato nel decreto sviluppo”.

Enrico Panini, segretario confederale della Cgil con delega ai problemi dell’ambiente e della ricerca, accoglie positivamente l’iniziativa del ministro Clini, augurandosi che questo sia il primo passo di un percorso decisivo di investimenti in questo settore. Ancora il segretario Panini, che sottolinea l’urgente necessità di una svolta concreta, sostiene che “in un Paese che ha bisogno di imboccare rapidamente la strada della crescita, gli interventi sull’ambiente sono gli unici in grado di indicare una via qualitativamente significativa per evitare i disastri del passato, coniugare un forte allargamento della base occupazionale con un miglioramento delle gravissime condizioni nelle quali versa il nostro territorio in materia di mancati interventi ambientali”.

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