Mps taglia 4600 dipendenti e chiude 400 filiali

di Teresa Barone

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Il CdA di Mps approva il piano industriale annunciando pesanti tagli al personale e riduzione dei salari: forti le proteste dei sindacati.

Il nuovo piano industriale 2012-2015 approvato dal CdA di Mps annuncia importanti cambiamenti che toccano da vicino organico e funzionalità degli sportelli nella penisola: il consiglio di amministrazione della banca ha infatti dato il via libera al taglio complessivo di 4600 posti di lavoro e alla chiusura di 400 filiali, al fine di ridurre i costi operativi e recuperare introiti fino a 565 milioni di euro entro il 2015.

Alla recente richiesta di misure straordinarie per l’incremento della dotazione patrimoniale del Monte dei Paschi di Siena, infatti, segue il resoconto dell’ultimo CdA che informa sulla scelta di tagliare drasticamente i costi dell’istituto di credito anche ai danni dei dipendenti: più precisamente, una nota ufficiale diffusa da Mps parla della cancellazione di 1200 unità relative alla cessione di asset, del taglio di 2300 dipendenti specializzati nei servizi di back office attraverso l’esternalizzazione (outsourcing), e della trasformazione in esodati di coloro che ancora non hanno le carte in regola per ottenere il trattamento pensionistico.

A questo programma poco roseo si aggiunge il taglio di 100 top manager bancari, che tradotto in percentuale significa il 20% dei dirigenti totali, nonché la riduzione del 5% della retribuzione per un anno. Il fine è quello di rilanciare l’istituto – anche attraverso la concessione da parte del Governo di nuovi Tremonti bond per 2 miliardi di euro -, intervenendo pesantemente nell’organico e tuttavia, secondo quanto affermato dal gruppo bancario, garantendo il rispetto dei lavoratori: “Il management sarà fortemente impegnato a diffondere una cultura meritocratica del lavoro per assicurare il massimo engagement di tutti i dipendenti“.

All’annuncio della riorganizzazione delle risorse umane è seguita l’aspra critica del sindacati, tanto che l’Rsu contesta soprattutto la finalità del piano industriale e la totale inefficacia dei provvedimenti: “Il piano è basato esclusivamente su tagli occupazionali e del salario, e non ha nessuna possibilità di rilanciare la Banca, ma anzi decreta il ridimensionamento della strategia del Gruppo“. Al contrario, il presidente del Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo ha affermato che: “Il piano ha delle caratteristiche abbastanza innovative rispetto a quanto fatto nel passato da Mps e ha caratteristiche di fattibilità e credibilità, per un relativo pessimismo nelle condizioni di scenario”.

Un ulteriore provvedimento è la cessione del 60,42% di Biverbanca , secondo la delibera del CdA che ha accettato l’offerta di CariAsti per rilevare la Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli per il 60,42%.

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