I treni NTV arrivano a Salerno

di Andrea Barbieri Carones

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Dal primo agosto, i treni privati NTV arrivano fino a Salerno allargando la concorrenza a Trenitalia; polemica sulla stazione di Roma Tiburtina.

Dal primo agosto i treni ad alta velocità di NTV si spingono oltre Napoli e arrivano a Salerno, con 6 nuovi collegamenti giornalieri che “Italo” farà lungo la linea Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli.

Le vendite dei biglietti sono iniziate questo fine settimana sempre attraverso il sito italotreno.it oppure tramite telefono 060708. Una nota dell’azienda privata ferroviaria presieduta da Luca Cordero di Montezemolo e guidata dal CEO Giuseppe Sciarrone indica che “il prolungamento della tratta fino a Salerno offre un’opportunità in più non solo ai tanti turisti che scelgono come meta di vacanza proprio i 37 chilometri di costa più belli del Mediterraneo, ma anche ai tanti che per ragioni di lavoro fanno la spola tra Napoli e Salerno”.

Le tariffe? Quella promozionale minima tra le 2 città campane parte da 10 euro a tratta, quella per Roma da 20 euro, quella per Firenze da 30 e quelle per Bologna e Milano da 35 e 40 euro.

Il primo treno mattutino per Milano partirà alle 6.12 mentre l’ultimo arriverà a Salerno alle 20.54. Il 20 agosto sarà pronta anche nella città campana “Casa Italo”, il centro servizi dove i passeggeri possono trovare assistenza e accoglienza presso le stazioni in cui transitano i treni NTV.

A proposito di stazioni ferroviare, una nota NTV indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Monti, ha voluto sottolineare lo stato di abbandono in cui versa la stazione di Roma Tiburtina, quella che sarà – o che vuole essere – il futuro punto di cardine tra nord e sud Italia per l’alta velocità: “La nuova avveniristica struttura progettata per l’Alta velocità e per accogliere un flusso di 300mila viaggiatori al giorno è costata ai contribuenti italiani oltre 300 milioni di euro. Inaugurata con grande sfarzo due volte, nella stazione scelta dai nuovi treni Italo non esistono ancora indicazioni per i viaggiatori, bar, librerie, edicole, ristoranti, negozi, segnaletica, parcheggi mentre il degrado rischia già di corrodere parti della struttura”.

Pronta la risposta di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), che per bocca del suo CEO Michele Mario Elia ha detto che “si riserverà di prendere iniziative a tutela di Rfì. E’ assolutamente falso che sia costato 300 milioni di euro ai contribuenti la parte commerciale e di servizi della Tiburtina, per la quale sono stati spesi 140 milioni, denaro che è stato finanziato in project financing mediate lo sfruttamento degli asset ferroviari, non più strumentali all’esercizio”.

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