Lavoro: i mestieri anti crisi secondo la Cgia

di Teresa Barone

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Le professioni evergreen e i lavori a rischio disoccupazione: ecco il ?borsino? dei mestieri anti crisi stilato dalla Cgia di Mestre.

Trovare lavoro anche in tempo di crisi economica non è impossibile, a patto che si scelga una delle professioni che la Cgia di Mestre definisce come evergreen, mestieri in grado di assicurare un reddito anche in un momento delicato come questo, caratterizzato da tagli al personale e blocco delle assunzioni in numerosi settori produttivi.

La Cgia di Mestre, elaborando i dati provenienti dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, ha infatti stilato l’elenco delle professioni anti crisi per eccellenza, una lista ottenuta incrociando due tipi di dati: le previsioni delle assunzioni che i datori di lavoro italiani pensano di mettere in atto da qui alla fine dell’anno in corso, e i dati relativi allo stesso periodo del 2011.

In questo “borsino” dei mestieri che non conoscono arresto compaiono cuochi, segretarie, addetti alle pulizie, come anche operai specializzati nell’edilizia e conduttori di impianti industriali, addetti alla sanità e operatori del sociale, operai specializzati nell’industria alimentare, ma anche nella lavorazione del legno e della carta. Molti sono mestieri manuali, e secondo quanto rivelato dalla Cgia di Mestre garantirebbero un lavoro stabile a 20 mila persone in più rispetto al 2011.

Il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi chiarisce meglio gli ambiti professionali che rappresentano una risorsa effettiva per l’occupazione nella penisola: ”Sono professioni legate, in particolar modo, alle attività che caratterizzano la nostra economia: come il turismo/ristorazione, i settori del Made in Italy, la sanità ed il sociale. Mestieri non sempre di altissima specializzazione, ma indispensabili per mantenere in piedi i settori che stanno dando un contributo importante alla tenuta economica e occupazionale del nostro Paese”.

Come rovescio della medaglia la relazione della Cgia informa anche su quelle che sono le professioni meno ricercate dl momento: sono a rischio disoccupazione, infatti, gli operai metalmeccanici e industriali, gli specialisti in scienze economiche e il personale non qualificato che opera nell’industria e nella logistica, ma anche i commessi impiegati nella grande distribuzione. La spiegazione di questo trend preoccupante è data sempre da Bortolussi: ”Sono professioni legate alle attività manifatturiere e a quelle commerciali che, da un lato, hanno risentito degli effetti dirompenti portati dalla concorrenza dei paesi emergenti, dall’altro, del forte calo dei consumi che ha caratterizzato il comportamento delle famiglie italiane”.

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