Turismo: 20 proposte da Federalberghi

di Andrea Barbieri Carones

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Federalberghi presenta alle forze politiche 20 proposte per rilanciare il turismo in Italia, aiutando così il Paese a uscire dalla crisi.

Rilanciare il turismo con 20 proposte da consegnare alle forze politiche e alle istituzioni italiane. Questo l’obiettivo di Federalberghi, che attraverso il suo presidente Bernabò Bocca interverrà alla Giornata mondiale del turismo con il documento “Il turismo lavora per l’Italia“.

L’associazione delle imprese albergheire presenti in Italia, che aderisce a Confcommercio, punta così a far risollevare un settore le cui attività contribuiscono ogni anno a portare un valore aggiunto di 83 miliardi di euro, pari a 6% dell’economia totale del Paese. Il giro d’affari annuo è stato valutato in 114 miliardi di euro, di cui una trentina in arrivo da turisti stranieri. Il settore impiega circa 1,5 milioni di persone e genera 375 milioni di pernottamenti.

“L’economia turistica offre un contributo decisivo alla produzione della ricchezza italiana, allo sviluppo dell’occupazione, all’attivo della bilancia valutaria. La nostra sfida è quella di incidere sulle scelte di politica turistica della prossima legislatura, avanzando idee e proposte pratiche e realizzabili, nella speranza che vengano raccolte dall’esecutivo e dal legislatore, tenendo presente che arrivano dalla nostra categoria”.

Le 20 linee di intervento comprendono un totale di una sessantina di misure da attuare nel breve termine e, in alcuni casi, senza che lo Stato debba investire risorse pubbliche. Quanto proposto da Federalberghi si articola su più fronti di intervento: dalla modifica dell’articolo 117 della Costituzione, in modo che favorisca lo sviluppo di politiche di sistema da parte di un ministero ad hoc. Inevitabile il riferimento all’imposta di soggiorno, che andrebbe abolita seduta stante; Bernabò Bocca parla anche di “restituire al settore una quota del gettito Iva prodotto dall’economia turistica, consentire di pubblicare i prezzi al netto dell’Iva, ridurre le commissioni dovute ai gestori delle carte di credito e istituire zone franche per rilanciare aree turistiche in crisi profonda. Bisogna correggere i difetti della recente riforma del lavoro, incentivare con crediti d’imposta e premi di volumetria la riqualificazione delle strutture”.

L’associazione punta anche a “contrastare gli abusi di posizione dominante da parte delle grandi agenzie di viaggi on line, impedire la diffamazione mediante recensioni anonime, garantire alla struttura ricettiva il diritto di replica, introdurre un vantaggio fiscale per i redditi prodotti mediante e-commerce. Bisogna inoltre collegare i principali hub aeroportuali con la rete ferroviaria ad alta velocità, sbloccare le tariffe aeroportuali vincolandole allo sviluppo degli scali, potenziare e rendere capillare il trasporto ferroviario, assicurare la disponibilità della banda larga”.

L’Enit – l’ente che si occupa della promozione turistica dell’Italia nel resto del mondo – dovrebbe essere trasformato in SpA a capitale pubblico, permettendogli di effettuare promozione anche sul territorio nazionale. Altri temi proposti da Federalberghi sono: assegnare alle delegazioni il compito di rilasciare i visti turistici, abolire il visto turistico per l’ingresso dai Paesi BRICS, definire la mission del portale Italia.it (per il quale lo Stato ha già speso parecchie risorse senza arrivare a nulla, ndr), creare con la Rai un canale satellitare tematico in chiaro che promuova il patrimonio turistico-culturale italiano, esporre nelle hall degli alberghi e nei luoghi di grande transito pezzi d’arte che giacciono accatastati negli scantinati dei musei, rilanciare il sistema dei buoni vacanza, promuovere l’organizzazione di grandi eventi, incentivare il prolungamento della stagione turistica negli hotel.

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