Squinzi chiede revisione riforma del lavoro

di Serena Frattini

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Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, chiede la revisione della riforma sul lavoro e sollecita investimenti in Fiat.

Giorgio Squinzi, in occasione dell’assemblea degli imprenditori di Bergamo, ha sottolineato l’importanza di una rapida revisione della riforma del lavoro da parte del governo e del ministro del Lavoro, da attuarsi entro 2 mesi al massimo.

“La signora Fornero ha dato la sua disponibilità per una revisione. Questa verifica deve essere fatta in tempi brevissimi: non in 6 mesi, quando il governo non sarà più operativo, ma chiedo che venga fatta entro 2 mesi” ha detto il presidente di Confindustria, ribadeno il concetto che già aveva espresso a giugno, in occasione dell’assemblea che l’associazione degli industriali aveva tenuta a Firenze, dove sottolineava che “Il ministro Elsa Fornero ha messo mano alla riforma del lavoro in un modo che noi non possiamo accettare”.

Questa volta l’invito di Squinzi a una revisione è stato più incisivo e, pur avendo dedicato parole affettuose nei confronti del ministro Fornero, descrivendola come una donna “deliziosa”, non ha nascosto la sua insoddisfazione in merito alla riforma che a suo parere non aiuta a ridare “competitività alle imprese”.

Se da una parte il presidente degli industriali a margine dell’incontro a Dalmine ha chiesto che vengano maggiormente ascoltate le esigenze delle imprese italiane in materia di lavoro (e non solo), dall’altra ha sottolineato l’attenzione di Confindustria al mercato dell’auto e al Gruppo Fiat, precisando: “Un grande Paese industriale come il nostro, deva avere necessariamente anche una grande industria automobilistica” anche perché “l’indotto che è cresciuto con il costruttore torinese oggi è fortissimo ed è un punto di riferimento importante per molte imprese automobilistiche straniere”.

L’augurio del presidente è che il Lingotto – pur non conoscendo personalmente il CEO Sergio Marchionne e le sue intenzioni – possa tornare agli antichi splendori e decida di investire una quota in Italia.