Crollano le nuove pensioni: -35% dal 2011

di Teresa Barone

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Da gennaio a settembre l?Inps ha liquidato il 35% di pensioni in meno rispetto al 2011: cifre che, però, non preoccupano il presidente Mastrapasqua.

Per i lavoratori italiani la pensione arriva sempre più tardi, e confrontando i dati dal 2011 a oggi si nota un crollo dei trattamenti pensionistici pari al 35%: sono cifre allarmanti che, tuttavia, non possono essere addebitate alla Riforma Fornero, che farà sentire i suoi effetti solo dal 2013, ma le cause vanno cercate altrove tenendo conto sia dalle norme sullo “scalino” volute dal Ministro Damiano (con il passaggio dell’età minima da 59 a 60 anni con 36 anni di contributi), sia della finestra mobile introdotta, invece, da Maurizio Sacconi, che ha stabilito un’attesa di 12 mesi per i dipendenti e di 18 per gli autonomi.

Il crollo delle pensioni si è quindi fatto sentire in maniera determinante nel solo arco di 9 mesi, come dimostrano gli importi degli assegni liquidati dall’Inps, compresi quelli ex Inpdap, calcolati al 30 settembre 2012. Per quanto riguarda l’età pensionabile, inoltre, nel settore privato si ha avuto un incremento di circa un anno in un tempo notevolmente ridotto.

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Il dettaglio dei dati evidenzia una situazione allarmante: 199.555 assegni pensionistici erogati dall’Inps tra gennaio e settembre 2012, contro i 309.468 liquidati dall’Istituto nello stesso periodo del 2011. Da parte dello steso presidente dell’Inps, tuttavia, arriva la conferma del corretto funzionamento del sistema e, soprattutto, dell’allineamento dell’Italia con quanto accade nel resto dell’Europa.

Per Antonio Mastrapasqua, infatti: “I numeri confermano, che il sistema è in sicurezza. Le riforme fatte stanno dispiegando i loro effetti con risultati positivi sulla finanza pubblica. Penso che l’anno prossimo raggiungeremo e supereremo la Germania“. I lavoratori tedeschi vanno in pensione in media a 61,7 anni, mentre nella penisola la soglia è ferma a 61,3 anni.

Per quanto concerne gli esodati, infine, Mastrapasqua ha ribadito l’impegno del Governo nel salvaguardare questa categoria di lavoratori grazie allo stanziamento di notevoli risorse: “Il Governo ha stanziato 9 miliardi, li ha messi in bilancio spalmati fino al 2019. Altri 100 mila sono nella legge di stabilità. Con questi introiti possiamo sistemare 140 mila esodati“.

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