CSR, ecco il manager del domani

di Andrea Barbieri Carones

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Il primo censimento dei CSR manager a livello nazionale: ecco chi sono i professionisti della responsabilità sociale d'impresa in Italia.

È stato presentato ad ottobre a Milano dal CSR manager network il primo censimento nazionale dei professionisti della Responsabilità Sociale d’Impresa in Italia, figure professonali presenti nel 40% delle aziende quotate, ricco di profili specialistici e con forti sbocchi professionali. Nel giro di pochi anni, il loro numero è quadruplicato: quasi la metà sono laureati in economia, con 3-4 collaboratori a supporto, in prevalenza donne e con stipendi annui tra i 70000 e gli 80000 euro.

Ecco i manager della sostenibilità o responsabilità sociale d’impresa, ovvero di coloro che si occupano di coordinare e gestire le politiche ambientali e sociali di un’organizzazione. Una figura professionale che si accinge ad essere sempre più richiesta dalle aziende che stanno strutturando in modo organico la gestione delle loro politiche di sostenibilità. E’ quanto emerge dal primo censimento nazionale strutturato dei manager della sostenibilità che ha coinvolto tutte le società quotate italiane realizzato dal CSR anager Network, l’associazione che riunisce i responsabili delle politiche di sostenibilità o csr (corporate social responsibility) delle maggiori imprese italiane.

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L’indagine ha rilevato anche che un’azienda su 4 pubblica un bilancio di sostenibilità per rendicontare le proprie attività ambientali e sociali e le linee di lavoro e obiettivo future. Pur trattandosi ancora di piccoli numeri, in poco più di 5 anni, il numero dei manager è più che quadruplicato passando da 90 a 373 addetti a tempo pieno, solo considerando le società quotate.

Tale manager della sostenibilità:

  • E’ prevalentemente di sesso femminile e con un curriculum studi elevato, in massima parte di formazione economica (50%) con circa un 30% di
  • loro in possesso di un Master; quando segue un percorso di crescita interna proviene dall’area comunicazione o dal marketing e dalle vendite, mentre in minima parte fa il suo ingresso in azienda dalla consulenza.
  • Da un mestiere svolto pressoché in solitudine, la ricerca mostra come il ruolo si sia evoluto strutturandosi in vere e proprie unità organizzative con una media di 3-4 collaboratori di staff. Nel 55,4% dei casi lavora in una multinazionale e riporta in massima parte all’amministratore delegato o al presidente.
  • Il 45% è inquadrato ai livelli della dirigenza con punte di stipendio annuo di 120 mila euro (quasi 1 su 4) e una media di circa 80 mila, paragonabili a figure dirigenziali più tradizionali, e con una retribuzione sempre più legata anche al raggiungimento dei risultati economico-finanziari dell’azienda (Mbo). Gestisce budget annui di tutto rispetto, circa 200 mila euro di media, ma con qualche picco superiore ai 900 mila.
  • Una professione cresciuta così velocemente continuerà probabilmente a crescere altrettanto rapidamente per il futuro con evidenti prospettive di tipo occupazionale. Prova ne sia anche il fatto che, a differenza delle rilevazioni precedenti, una significativa quota dei manager (circa il 30%) è stata reclutata all’esterno dell’azienda e il 22,4% ha sviluppato una carriera interamente attorno ai temi sociali e ambientali. Entrambe novità assolute mai registrate prima da precedenti rilevazioni sulla professione.
  • Si iniziano quindi ad evidenziare percorsi di reclutamento e selezione da un’azienda all’altra con processi non più solo di crescita interna ma attraverso il ricorso al mercato del lavoro (il 16% dei manager ha iniziato in questo campo la propria attività).

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Profilo del CSR manager

Tra le attività svolte più diffuse registrate dalla ricerca figurano quelle connesse a: gestione e implementazione del sistema ambientale dell’azienda; l’implementazione della sicurezza di prodotto e lo sviluppo di eventuali soluzioni per categorie svantaggiate; le attività di conciliazione famiglia-lavoro a favore dei dipendenti e la tutela delle pari opportunità; lo sviluppo dei fornitori in base a criteri socio-ambientali e al rispetto di codici etici; l’attività di risposta ai criteri di società di rating etico, la comunicazione verso l’interno e la rendicontazione delle politiche di sostenibilità verso
l’esterno.

Per Fulvio Rossi, presidente CSR Manager Network e CSR manager di Terna sta nascendo un interessante mercato del lavoro: “La nostra ricerca registra che siamo alla vigilia della nascita di un interessante mercato del lavoro e il consolidamento di una professione che sta diventando sempre più presente e autorevole all’interno delle imprese. Del resto anche il nostro network registra questa maturazione con diversi profili di seniority presenti al suo interno. Non a caso ci stiamo organizzando per offrire ai nostri associati percorsi di aggiornamento e networking differenziati e di aprirsi sempre più, con modalità dedicate, anche a giovani professionisti e neolaureati, con l’obiettivo di migliorare l’offerta di competenze in presenza di una domanda da parte delle aziende che tenderà a crescere”.

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