San Raffaele, 244 esuberi

di Massimiliano Santoro

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Avviata la procedura di licenziamento collettivo per 244 dipendenti del comparto dell'ospedale milanese.

Un’ingente perdita a carattere strutturale che non può essere eliminata senza una riduzione dei costi inerenti il personale. Così viene motivata dal San Raffaele di Milano l’avvio della procedura di licenziamento collettivo riguardante 244 dipendenti del comparto. La dirigenza dell’ospedale sottolinea anche che inizialmente la riduzione dell’ospedale prevedeva il coinvolgimento di 450 unità e che si é quasi dimezzato il numero degli esuberi attraverso l’estensione della attività di razionalizzazione.

In una nota ufficiale viene anche imputato alla Rsu ed alle organizzazioni sindacali il “reiterato rifiuto” a prendere in considerazione la proposta alternativa ai licenziamenti effettuata dalla direzione dell’ospedale lo scorso 14 settembre e il cui aspetto più rilevante riguardava la rinuncia ad alcuni accordi stipulati pochi mesi prima della concretizzazione del dissesto finanziario con la precedente amministrazione “accordi presi sulla base di presupposti oramai superati, con oneri economici manifestamente insostenibili, divenuti eccessivamente gravosi anche a causa del significativo peggioramento del contesto in cui l’Ospedale si è trovato ad operare nel corso del 2012“, si legge nella nota.

L’azienda ospedaliera evidenzia anche che il livello delle retribuzioni dei dipendenti del comparto sono attualmente superiori rispetto ai livelli medi che sono usualmente praticati in tutto il sistema sanitario ed ospedaliero italiano e che la riduzione di organico non intaccherà la qualità delle prestazioni che verranno erogate poiché non coinvolge infermieri professionali, tecnici sanitari, medici e ricercatori. L’annuncio dell’avvio delle procedure dei licenziamenti ha messo sul piede di guerra le organizzazioni sindacali con il coordinatore della Rsu dell’ospedale San Raffaele, Angelo Mulé, che esprime un forte e totale dissenso sulla imponente riduzione di organico sottolineando che non rappresenta una consolazione il fatto che le unità da ridurre fossero inizialmente quasi il doppio rispetto a quelle che poi saranno realmente coinvolte nelle procedure.