Luxottica acquista il 40% di Salmoiraghi & Viganò

di Roberto Rais

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Il 40% di Salmoiraghi & Viganò passa nelle mani di Luxottica

Luxottica, uno dei gruppi più rilevanti nel settore dell’occhialeria mondiale, ha concluso un accordo per rilevare il 40% del brand Salmoiraghi & Viganò, attualmente in grado – con le proprie 500 insegne – di rappresentare il 9% del mercato nazionale. Il gruppo acquirente, riconducibile al patron Leonardo Del Vecchio, ha di fatti concluso un’intesa con un ramo della famiglia Tabacchi, proprietaria della catena.

Stando a quanto riportano le principali note finanziarie, Luxottica avrebbe messo mano sul brand dopo aver sconfitto l’agguerrita concorrenza di almeno 5 – 6 operatori fortemente interessati a sottrarre Salmoiraghi & Viganò dall’ambito italiano: su tutti, si segnalano i francesi di Afflelou, i tedeschi di Fielmann, e il gruppo De Rigo. Il business competitor più temerario è tuttavia stato il gruppo olandese Hal, che rappresenta una vera e propria chiave di sfida continua per Luxottica, visto e considerato che le spade delle due aziende si sono incrociate già qualche anno fa per la conquista della statunitense Cole National.

All’epoca, la battaglia tra i due colossi si era risolta in un sostanziale pareggio: Hal si era infatti aggiudicata i negozi europei di Pearle Vision, mentre Luxottica era riuscita a conquistare la distribuzione negli States. Più recentemente, i gruppi si sono sfidati per la Safilo, con vittoria degli olandesi. Il successo di Luxottica in questa nuova tornata di operazioni societarie sembra riportare la situazione in parità, e lanciare qualche chiaro messaggio ai concorrenti.

A ben vedere, infatti, è la prima volta che Luxottica investe nei negozi in Italia: una chiara scelta di come, al fine di contrastare nel migliore dei modi la crisi, diversificando ricavi e margini, il gruppo di Del Vecchio ambisca a puntare a un controllo totale della filiera. Sempre secondo le bene informate fonti finanziarie, l’accordo economico punterà a valutare la società target in 200 milioni di euro, comprensivi dei 100 milioni di euro del debito: ne consegue un esborso temporaneo di 40 milioni di euro.