Bpm, ok accordo con sindacati

di Massimiliano Santoro

scritto il

Accordo relativo al personale: riduzione di 700 unità con fuoriuscite volontarie e Fondo di Solidarietà.

Banca Popolare di Milano e la delegazione sindacale di gruppo hanno firmato un accordo quadro sul personale. L’azienda spiega che tra gli obiettivi della procedura sindacale che é stata avviata lo scorso agosto c’é quello di raggiungere un contenimento strutturale del costo del lavoro pari a circa 70 milioni di euro.

=> Leggi Bpm, chiudere accordo esuberi entro fine anno

L’accordo, fa sapere Bpm, prevede la riduzione dell’organico complessivo del Gruppo Bipiemme di 700 unità attraverso un piano di esodo caratterizzato dalla fuoriuscita volontaria di quanti al 31/12/2015 abbiano maturato i requisiti per avere diritto ai trattamenti pensionistici e dal ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà di settore per quanti matureranno i requisiti per l’accesso ai trattamenti pensionistici fino al 31 dicembre 2018, con possibilità di ampliamento fino al 30 giugno 2020.

Il costo dell’investimento è stimato fra i 180 e i 200 milioni di euro che sarà contabilizzato interamente nel bilancio 2012. Tra le principali linee guida dell’accordo rese note da Bpm c’è quella concernente l’occupazione che prevede: assunzione a tempo indeterminato degli interinali che hanno maturato 3 anni di permanenza nel Gruppo; tempi determinati, altri interinali, domande da ex accordi: se valutazione positiva, bacino di riferimento per possibili assunzioni di base nel corso del Piano, anche ricorrendo al part-time ed anche in relazione alle ricadute economiche dei nuovi inquadramenti.

=> Vai a Licenziamenti collettivi nelle banche

L’azienda spiega che il raggiungimento degli obiettivi “consentirà al Gruppo Bipiemme di poter accogliere nuova occupazione giovanile, partendo dalla stabilizzazione degli attuali rapporti a tempo determinato” e che “attraverso le uscite del personale tutelato dalla pensione e dal fondo di solidarietà, sarà possibile consolidare (in larga misura) la retribuzione dei colleghi più giovani che oggi lavorano in questa Banca e che rappresentano il futuro dell’Istituto“.