Ocse: più lavoro femminile per far crescere il PIL

di Teresa Barone

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In Italia la parità tra i sessi sul lavoro è ancora un miraggio, ma una maggiore partecipazione rosa è indispensabile per far aumentare il PIL.

Più lavoro per le donne per far aumentare il PIL e favorire la crescita: lo afferma l’Ocse nel rapporto “Closing the gender gap” presentato a Parigi, nel quale si legge come in Italia la parità tra i due sessi nel mondo professionale sia ancora molto lontana.

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L’economia italiana, e non solo, infatti, potrebbe trarre numerosi benefici dal potenziamento del lavoro femminile, tanto che le previsioni degli esperti stimano un aumento del PIL di un punto ogni anno se, nel 2013, fosse colmato il gender gap che divide oggi gli uomini e le donne che lavorano, queste ultime lasciate spesso in disparte.

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Osservando la media dei Paesi Ocse, inoltre, l’Italia si colloca al terzultimo posto nella classifica degli Stati stilata sulla base delle partecipazione delle donne al lavoro: se la media Ocse è pari al 65%, infatti, la Penisola si ferma al 51% e vede dietro di se solo la Turchia e il Messico.

È la stessa Organizzazione, tuttavia, a ribadire come l’Italia sia carente dal punto di vista delle politiche a favore della famiglia, e come incrementando l’occupazione rosa anche la produttività ne gioverebbe: “Le donne devono essere la soluzione piuttosto che il problema“.

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Il punto di partenza per raggiungere la parità e, di conseguenza, favorire la crescita economica, è il conseguimento della parità nel livello di istruzione, traguardo non lontano nel Paese se si considera che negli ultimi decenni le donne hanno ottenuto risultati migliori negli studi.