Dirigente demansionato e dimissioni per giusta causa

di Teresa Barone

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Il dirigente dequalificato può dimettersi per giusta causa ottenendo il risarcimento da parte dell?azienda: sentenza.

Il demansionamento del dirigente legittima le sue dimissioni per giusta causa. In caso di dequalificazione rispetto alle mansioni iniziali, quindi, chi occupa una posizione dirigenziale può lasciare il suo posto ottenendo da parte dell’azienda il versamento dell’indennità sostitutiva del preavviso, oltre a un possibile risarcimento per il danno alla dignità professionale.

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18121 del 21 agosto 2014, si è espressa in merito al caso di un dirigente assunto inizialmente come responsabile del reparto call center e successivamente incaricato di gestire il servizio di “telesportello” per oltre 5 mesi, un lasso di tempo giudicato sufficiente per poter etichettare tale delibera aziendale come dequalificazione.

La sentenza sottolinea, infatti, come il peggioramento delle mansioni affidate rappresenti una “giusta causa” tale da legittimare le dimissioni di chi subisce questo trattamento da parte del datore di lavoro, dirigenti compresi. 

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Partendo da presupposto che la valutazione della dequalificazione deve basarsi anche sulla durata della stessa (spetta al lavoratore provare il danno subito), la Suprema Corte ha stabilito che un demansionamento pari a 5 mesi è un chiaro indice di “palese inadempimento contrattuale”, nonostante l’azienda assicuri la temporaneità del cambio di incarico.