Dirigenti sanitari: le novità della riforma

di Teresa Barone

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Beatrice Lorenzin precisa come cambierà la dirigenza nell?ambito della sanità pubblica, tra concorsi, valutazioni e possibile decadenza.

Prosegue l’iter di approvazione della Riforma della Pubblica Amministrazione che promette di “rivoluzionare” la dirigenza pubblica: il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha recentemente focalizzato l’attenzione sui cambiamenti che riguardano i dirigenti sanitari, ma anche i direttori sanitari e amministrativi, incarichi concessi solo a coloro che supereranno un concorso nazionale.

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La selezione dei manager della sanità sarà strutturata attraverso l’analisi dei titoli di studio e della carriera, parametri valutati da una commissione di esperti. È infatti prevista la creazione di un albo, tenuto presso il Ministero, che sarà sottoposto ad aggiornamento ogni due anni. Fermo restando la possibilità di essere cancellati dall’elenco e di decadere dall’incarico in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.

«Sulla scorta di esperienze passate e di quanto verificato dall’inizio del mio mandato – ha affermato il Ministro Lorenzin – ho sempre sostenuto che la sanità funziona dove ci sono bravi manager. Sono loro a rendere efficienti o meno le aziende sanitarie. Non è un caso che registriamo costantemente l’apparente paradosso di una sanità che funziona peggio li dove costa di più. È per questo che ho voluto un albo nazionale, con regole d’ingresso precise e trasparenti, dal quale potere valutare i migliori, dare alle Regioni la possibilità di scegliere tra chi ha un elevato profilo. A questi manager dovranno essere affidati obiettivi alti. Se non li raggiungono vengono depennati, vanno a casa.»

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