Coordinare i dipendenti che lavorano da remoto: le sfide

di Teresa Barone

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Comunicazione, cultura aziendale, fiducia, controllo della produttività: le sfide da affrontare nella gestione dei dipendenti che operano da casa.

Flessibilità di orario e opportunità di lavorare da casa, almeno alcuni giorni a settimana: questi i desideri di numerosi lavoratori alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra professione e vita privata ma anche le strategie messe in atto da un numero crescente di aziende.

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La gestione dei dipendenti che lavorano da remoto, tuttavia, può non essere semplice e la concessione del telelavoro, anche se parziale, si rivela spesso una scelta sbagliata e incapace di superare alcuni ostacoli di base.

Quali sono le principali sfide da affrontare nella coordinazione dei lavoratori che operano fuori sede?

La comunicazione, in primis, rappresenta un possibile scoglio se i canali e le modalità per interagire con i dipendenti nono stati definiti a priori.

Anche il monitoraggio della produttività può rivelarsi difficoltoso se i lavoratori svolgono le loro mansioni da casa: avere a disposizione strumenti di controllo efficaci si rivela quindi fondamentale, così come nutrire una considerevole dose di fiducia nei confronti dei collaboratori che operano da remoto.

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L’ultimo, ma non meno importante, riguarda la costruzione di una cultura aziendale solida e unificata: i lavoratori vogliono più flessibilità ma questo non significa vogliano rinunciare a far parte della “squadra”.  Per ovviare a questo inconveniente è preferibile organizzare riunioni periodiche, in sede, coinvolgendo tutti i dipendenti.

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