Selezione: la tecnologia non basta

di Teresa Barone

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Per rendere la selezione efficace le risorse tecnologiche non devono sostituire interamente la comunicazione faccia a faccia.

La tecnologia può fornire un valido aiuto durante la selezione del personale, tuttavia per fare in modo che il processo di recruiting si riveli efficace è fondamentale non trascurare il contatto umano e l’interazione non solo virtuale con i candidati.

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È quanto emerge da un recente studio condotto da Randstad USA, indagine che ha preso in esame le dinamiche e le aspettative di chi cerca lavoro.

Per l’82% dei candidati a un impiego, infatti, quando la ricerca di lavoro si basa su un processo totalmente automatizzato può rappresentare una fonte di frustrazione. Secondo il 95% degli intervistati, inoltre, la tecnologia dovrebbe essere utilizzata per facilitare l’esperienza di reclutamento senza però sostituirla completamente.

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A svolgere un ruolo importante per chi cerca lavoro è l’interazione umana, un aspetto di cui i datori di lavoro e i responsabili della selezione dovrebbero tenere conto per migliorare le strategie di recruiting. Gli autori dello studio, infatti, sottolineano come le aziende oggi vengano valutate attraverso la qualità dell’esperienza che sono in grado di offrire agli aspiranti nuovi dipendenti.