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Redditi professionali, cresce il gap generazionale e territoriale

di Redazione PMI.it

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Il report AdEPP mette in evidenza nette disparità reddituali tra i professionisti attivi nelle diverse zone dell’Italia, ma non solo.

Cresce il numero di professionisti appartenenti alle casse previdenziali private, che nell’anno della pandemia è aumentato di oltre l’1% contrariamente a quanto accaduto per dipendenti e autonomi, calati di quasi il 2%.

Sono dati resi noti dall’XI Rapporto annuale AdEPP, che mette in evidenza come la libera libera professione non ha perso il suo potenziale attrattivo tra le nuove generazioni. Dei quasi 5mila neoiscritti all’associazione, inoltre, la quasi totalità ha avviato questo percorso per scelta e in seguito agli studi universitari e di orientamento alla professione, mentre una minoranza ha voluto sperimentare la libera professione a causa della cessazione del precedente lavoro, oppure per proseguire l’attività di genitori o per ripiego.

Le donne, nel 2020, hanno rappresentano il 41% del totale degli iscritti alle casse, segno evidente che la libera professione agevola la conciliazione tra lavoro e famiglia sebbene persista il gap reddituale.

Disparità economiche riguardano anche le diverse generazioni di professionisti: stando ai dati del 2019, infatti, il reddito nominale è aumentato negli ultimi 14 anni del 2,4% e nell’ultimo anno del 3,4%, tuttavia un under 40 guadagna un terzo del collega over 50.

Una netta forbice tocca da vicino anche i professionisti del Sud, che dichiarano un reddito del 48% inferiore rispetto ai colleghi del Nord, mentre quelli del Centro devono accontentarsi di compensi inferiori del 21% sempre prendendo in considerazione il Nord.