Manager del benessere: arriva in soccorso del dirigente stressato

di Simona Tenentini

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Per contrastare la fatica della routine lavorativa si fa strada una nuova figura professionale che, con percorsi personalizzati e terapie soggettive restituisce ai dirigenti la dimensione privata

Il lavoro è la principale preoccupazione del manager, ma qual è la sua finalità? Arrivare a tagliare traguardi, raggiungere obiettivi, garantire la felicità dei suoi dipendenti. In questa affannosa corsa, succede troppo spesso, però, che l’uomo perda di vista la sua dimensione interiore, il raggiungimento della sua felicità.

È in questi casi che arriva prontamente in soccorso dello stremato dirigente il “manager del benessere”. Questa nuova figura professionale si sta rapidamente facendo strada tra una moltitudine informe proprio in virtù dello stress e della fatica caratteristici della vita quotidiana.

Garantendo una fuga mentale e fisica in una società all’insegna della frenesia e della velocità, è riuscita ben presto a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto e, addirittura, un marchio registrato. Lo specialista dello stare in forma progetta gli spazi di una struttura, sceglie i macchinari, realizza percorsi ad hoc per i propri clienti, con un unico, preciso obiettivo: perseguire il benessere del manager.

Sara Cicolani, l’interprete principale di questo bisogno connesso ai ritmi della vita moderna ha creato un sito ad hoc per promuovere l’innovativo lavoro: www.managerdelbenessere.it. È lei stessa a spiegare le caratteristiche del ruolo: «Il percorso “manager del benessere” viene ufficialmente istituzionalizzato nel sito nel 2005 diventando una base per promuovere il nuovo profilo professionale, fornire consulenze e servizi e gestire la formazione sia a livello manageriale che gestionale».

Il manager del benessere si occupa di tutto ciò che riguarda la progettazione, la realizzazione e la gestione di uno spazio dedicato al benessere, sia esso un centro specializzato in wellness per il pubblico o un’area interna a un’azienda. Il professionista cura lo start up, consulta i professionisti del settore (architetti, estetiste, naturopati, pubblicitari), sceglie prodotti e macchinari, individua la strategia migliore e interviene nella scelta del personale. E, infine, realizza i vari “pacchetti” offerti alle aziende e al pubblico: «I clienti non si accontentano più di ottenere dei miglioramenti estetici, ma sperano di rimettere in sesto anche la loro salute psico-fisica – continua Sara Cicolani – . Da qualche tempo il nostro cavallo di battaglia è il “wellness coaching”, il cui motto è “allenarsi al benessere per raggiungere il benessere”. Ogni cliente ha il proprio percorso creato “su misura” che è fatto di dieta, allenamento, corretta educazione alimentare e sul sito si trovano, inoltre, una vasta gamma di offerte riguardanti sia le strutture del welness che le varie “offerte del benessere”».

Sullo stesso filone è da segnalare anche il libro di Gian Carlo Cocco: “Life management. Lezioni di benessere per conciliare soddisfazione professionale e serenità personale”. Il titolo, già di per sé, chiarisce gli intenti dell’opera: illustrare come un bravo manager, pur essendo tale, non deve essere costretto a sacrificare la vita personale e privata in nome del suo lavoro.

Moltissime imprese multinazionali hanno verificato che dipendenti più sereni, più soddisfatti della loro vita privata forniscono prestazioni migliori. Queste imprese stanno ripensando la nozione di tempo, mettendo al primo posto la qualità del lavoro svolto e non la quantità di tempo speso.

Gian Carlo Cocco, in questo libro, dimostra che è possibile raggiungere il formidabile obiettivo offrendo spunti di riflessione, criteri di analisi e metodi di intervento per svincolarsi dalla “tirannia dell’urgenza”. Aiuta ad individuare modalità concrete e applicabili per superare la contrapposizione tra vita lavorativa e resto della propria esistenza. Propone una nuova “filosofia manageriale” in grado di amalgamare i ruoli del lavoro con tutti i ruoli fondamentali del privato, suggerisce in modo semplice ed essenziale come formulare un disegno organico della propria esistenza in grado di determinare un più chiaro e raggiungibile “progetto di vita”.

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