Ray Ozzie lascia Microsoft

di Barbara Weisz

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Il supervisore del software lascia l'incarico che era stato di Bill Gates. Possibile una futura collaborazione esterna. Non verrà sostituito

Prosegue l’emorragia di manager da Microsoft. A lasciare ora è Ray Ozzie, il chief software architect, ruolo che prima di lui era stato ricoperto da una sola persona in azienda: Bill Gates. E che adesso rimane vacante, visto che l’amministratore delegato, Steve Ballmer, nella lettera ai dipendenti con cui ha annunciato le dimissioni di Ozzie ha specificato che il manager non verrà sostituito.

Ray Ozzie, 54 anni, vanta una carriera di tutto rispetto nel panorama internazionale del software. Ha creato Lotus Notes, è diventato supervisore del software di Microsoft nel 2006, ruolo che era stato ritagliato apposta per il fondatore, Bill Gates, e che aveva mantenuto dopo essersi ritirato da Ceo. Negli ultimi anni si è occupato dello sviluppo del cloud computing di Redmond. Ha sempre mantenuto un profilo di riservatezza e indipendenza. Per esempio, non si è mai stabilmente trasferito al campus di Seattle, trascorrendo sempre buona parte del proprio tempo nella sua dimora in Massachussets. 

Ballmer lo ringrazia «per il suo contributo a Microsoft, come leader e come Isv (fornitore di software indipendente, n.d.r.) di lungo corso», sottolinea che «Ray ha contribuito significativamente al successo di Windows» e che poi è stato strategico nella «transizione verso un mondo software ora incentrato sui servizi». Il Ceo sembra non escludere la possibilità di continuare a collaborare con Ray Ozzie.

Mentre dice con chiarezza che non intende sostituirlo, aggiungendo che l’azienda ha «validi leaders tecnici in ogni business group» a supporto di una altrettanto solida innovazione. Le dimissioni non sono immediate. Il comunicato non specifica alcuna data, ma specifica che Ozzie accompagnerà personalmente il passaggio di consegne (continuando a riportare al Ceo), seguendo in particolare il settore dell’enterteinment, in cui Microsoft ha investito ultimamente.

Le dimissioni giungono un po’ a sorpresa. Le reazioni, da parte di analisti ed esperti del settore, non sono univoche: qualcuno sottolinea che in fondo Ozzie non ha mai lasciato una reale impronta, altri ne mettono in luce le doti, non pochi spiegano come Microsoft negli ultimi anni abbia faticato parecchio a mantenere le proprie posizioni di leadership sul mercato, soffrendo molto la concorrenza di competitors come Google o Apple.

Certo, a Redmond negli ultimi tempi c’è stato un discreto avvicendamento di management, accompagnato da cambiamenti della struttura organizzativa. Nello scorso mese di settembre, il capo della divisione business Stephen Elop è diventato Ceo di Nokia (è stato sostituito da Kurt DelBene). Prima dell’estate, un giro di poltrone che ha visto la sotituzione di J.Allard, capo dell’unità technology, e Robbie Bach, numero uno dell’enterteinment (al loro posto, nominati Andrew Lees e Don Mattrick, rispettivamente resposabili del mobile communications e dell’interactive enterteinment). Alla fine dell’anno scorso, il chief financial officer Chris Liddell aveva lasciato il posto a Peter Klein. E l’anno prima, complice anche il fallimento del tentativo di acquistare Yahoo, se ne era andato il capo della divisione platforms and services, Kevin Johnson.

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