Fiat, nessun accordo per i 19 dipendenti a Pomigliano

di Floriana Giambarresi

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Fiat non raggiunge alcuna intesa con le organizzazioni dei lavoratori per quanto riguarda i 19 dipendenti in mobilità a Pomigliano.

 

L’incontro tra Fiat e le organizzazioni dei lavoratori per quanto riguarda il futuro dei 19 dipendenti messi in mobilità non ha prodotto alcun risultato utile: non è stata infatti raggiunta alcuna intesa.

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Come si legge in una nota del Responsabile per l’Auto della Fim Ferdinando Uliano, l’incontro era stato richiesto da Fim stessa, Uilm, Ugl e Fismic oltre che dall’Associazione quadri. Davanti all’obbligo, imposto dai magistrati, di riportare al lavoro i 19 dipendenti con tessera Fiom in cig, Fiat ha pertanto deciso di alleggerire l’organico. Inoltre, il gruppo torinese dovrebbe concludere la riassunzione dei 4500 dipendenti nello stabilimento di Pomigliano entro il mese di luglio.

È dunque possibile ipotizzare un nuovo scenario per Fabbrica Italia Pomigliano: Fiat avrà da oggi la possibilità di tagliare le 19 unità, ma le organizzazioni chiedono il rispetto dei patti e di lavorare a delle altre soluzioni alternative che non necessariamente portino al loro licenziamento. Hanno infatti chiesto alla casa automobilistica italiana di “trovare soluzioni di garanzia occupazionale che possano andare oltre la scadenza di luglio 2013, in modo da poter garantire tutti i lavoratori”.

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Un’ipotesi per la salvaguardia dei dipendenti arriva da Ferdinando Uliano: è la proposta alla Fiat di «prevedere anche possibili soluzioni che superino l’attuale assetto societario, eliminando il dualismo e costruendo, così, nuovi presupposti per rispettare l’impegno del ricollocamento di tutti i lavoratori previsto dall’accordo del 6 luglio 2011».