Vita in ufficio, ecco come cambia

di Teresa Barone

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Ecco come cambiano le regole di comportamento in azienda, a favore di una sempre maggiore libertà anche in materia di dress code.

Cambiano le abitudini dei lavoratori, e con esse anche le regole di comportamento stabilite dalle aziende, sempre più disposte a lasciare libertà di scelta in numerosi ambiti, abbigliamento compreso. Secondo una ricerca condotta da CareerBuilder su un campione di quasi 4mila dipendenti statunitensi, infatti, il dress code in ufficio è senza dubbio meno rigido che in passato.

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Addio al binomio giacca e cravatta, fino a poco tempo fa irrinunciabile per i businessman e ora sempre meno richiesto in ufficio, dove sono ammessi completi casual anche a base di “jeans”. Le percentuali rese note da CareerBuilder sono sorprendenti, basti pensare che solo il 4% dei lavoratori è tenuto a rispettare le regole base dell’ abbigliamento “business”, mentre il 43% può optare per uno stile casual che, nel 33% dei casi, ammette i jeans tutti i giorni della settimana.

A cambiare, tuttavia, non sono solo gli obblighi dei dipendenti in materia di look, ma la ricerca rivela come il clima in ufficio sia diventato decisamente più “morbido” anche per quanto concerne le norme di comportamento stabilite dai vertici.

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Stop alla sedentarietà assoluta, a favore di un maggiore movimento che si manifesta con l’abitudine di alzarsi dalla scrivania almeno 10 volte al giorno. Se aumentano le pause, d’altra parte, cresce anche il numero di lavoratori che trascorre sempre meno ore in ufficio, mentre la percentuale di coloro che lavorano le tradizionali otto ore giornaliere scende fino al 38%.

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Quali sono le distrazioni più comuni per i lavoratori contemporanei? Chat, social network e ricerche su Internet sono in cima alla lista delle azioni “extra lavorative” che fanno perdere più tempo.

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