I lavoratori multitasking

di Francesca Vinciarelli

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Tra i mille dubbi il multitasking ha invaso gli uffici, ma alla fine dei conti questa abitudine rende i lavoratori stanchi e stressati.

Il multitasking è il nemico della produttività, in quanto lavorare e poi spostarsi, ad esempio, sui social o sulle email, richiede tempo per ritrovare la concentrazione, servono infatti dai cinque ai venti minuti.

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Il multitasking è l’abitudine e l’abilità di compiere più azioni in contemporanea, si pensa che il multitasking è un buon alleato per fare tutto in un tempo minore, ma ciò molte volte è solo un’illusione, perché in realtà il multitasking abbassa la produttività e fa di conseguenza perdere del tempo prezioso. Da recenti studi è emerso invece che questa abitudine è molto dannosa per il cervello, gli effetti collaterali del multitasking sono molteplici, questo perché il cervello subisce un sovraccarico di stimoli e richieste nello stesso momento. A lungo andare il multitasking rende meno efficienti e porta ad esaurimento delle funzioni cerebrali. Bisogna per prima cosa programmare un elenco, con azioni precise e fattibili nel corso della giornata, non con gli obiettivi generali da raggiungere nel tempo. Ciò è essenziale per la mente, così da non sovraccaricarla di impegni a medio termine, quindi non risolvibili in breve tempo. In generale è consigliabile organizzare le attività una per volta e anche a una tipologia di azioni per volta, come per esempio le telefonate una dopo l’altra, o la gestione delle mail in blocco. Questo per non continuare a distrarre la mente, passando da una operazione all’altra.

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Soltanto il 2% delle persone è in grado di utilizzare il multitasking in modo efficace, mentre il 98% riduce la propria produttività senza nemmeno accorgersene. La tecnologia stessa offre degli accorgimenti, per non distrarsi in continuazione:

  • togliere la suoneria alle mail e ai messaggi;
  • utilizzare filtri automatici per suddividere la posta in arrivo;
  • limitare l’accesso ai social e alla rete, se non è necessaria per la ricerca di informazioni.

Inoltre le attività non sono tutte inerenti al lavoro, ma al contrario il 64% degli impiegati visiti siti non legati alla propria attività durante l’orario di lavoro: il 39% fino a un’ora, il 29% 2 ore, il 21% 5 ore e il 3% 10 ore o più. In media, i lavoratori perderebbero 2,32 ore alla settimana in Internet con un costo aziendale di 2.949,65 dollari annui.