Formazione e lavoro

di Francesca Vinciarelli

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Formazione e lavoro per una migliore produzione, ecco la motivazione per il quale bisognerebbe puntare sulla formazione.

La formazione è essenziale per rimanere sempre attivi e per avere sempre a pieno la conoscenza di quello che si fa. I corsi di formazione dovrebbero essere incentivati dalle stesse aziende sia per i manager sia per i dipendenti, ma ciò non avviene o meglio avviene a metà.

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La possibilità di partecipare alle attività di formazione è una possibilità più frequente per i manager con studi più elevati. In media nelle imprese partecipa a un corso di formazione il 34,8 per cento di chi ha un titolo di studio alto, mentre succede lo stesso solo al 18 per cento di chi è in possesso di un livello di istruzione inferiore. Non manca le disparità anche tra donne e uomini, dove si ha il 23,3 per cento delle donne che ha partecipato a un corso di formazione e il 28,6 per cento per gli uomini. Naturalmente anche in questo caso la disparità aumenta secondo quale categoria lavorativa ci si trova. Sia da parte dei datori di lavoro che da parte dei dipendenti, i corsi di formazione sono un argomento molto discusso. C’è chi li richiede tra i benefit, c’è chi li vorrebbe compresi tra fondi e c’è chi la inserisce come un requisito negli annunci di lavoro. È fondamentale avere delle capacità, ma allo stesso tempo è fondamentale aggiornarle e migliorarle. Un corso di formazione serve al manager, al dipendente e ad un qualsiasi lavoratore, per migliore le proprie capacità o per aggiungere informazioni alle proprie conoscenze.

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Spesso superato il primo problema, nonché la disponibilità e la possibilità di frequentare i corsi di formazione,  se ne presenta un altro,  la difficoltà dei lavoratori di rimanere realmente fedeli a ciò che si è sviluppata nel corso di formazione. In poche parole tutte le novità, le conoscenze e le capacità acquisite in un corso di formazione, qualsiasi esso sia, si perdono dopo pochissimi giorni di lavoro tornando spesso alle vecchie abitudini. Spesso non è un problema di apprendimento, in quanto il lavoratore durante il corso e durante i giorni successivi, risulta veloce e attivo verso la comprensione di cambiamenti e miglioramenti, il problema è la continuità e la stabilità verso quel determinato cambiamento. Tutto ciò porta solo a perdere del tempo e dei soldi, per corsi quasi inutili.

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Tutto ciò può accadere per due diverse motivazioni, nel primo caso potrebbe essere una difficoltà del lavoratore verso l’accettazione dei cambiamenti e verso la voglia di modificare effettivamente le proprie abitudini verso il lavoro, nell’altro caso il problema potrebbe essere specifico verso le tecniche di formazione spesso non adatte per i lavoratori, come un corso non comprensibile o poco chiaro. Per evitare tutto ciò sarebbe necessario creare dei corsi di formazioni mirati e seguiti da un datore di lavoro o da coloro vicini agli interessati. In poche parole il corso di formazione deve essere adatto al pubblico presente. Infine è importante accompagnare i dipendenti prima, durante e dopo il corso di formazione.