Un capo migliore

di Francesca Vinciarelli

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Come un capo deve lavorare per essere sempre al top, ecco svelato un particolare inaspettato.

Per gestire al meglio un gruppo di lavoro bisogna essere un ottimo capo, le caratteristiche per esserlo sono molteplici, tra qui una buona conoscenza e competenza del lavoro che si sta per svolgere, essere autorevoli e carismatici con il gruppo di lavoro che si dirige, saper pianificare nel modo migliore il lavoro e capire quando e quali responsabilità bisogna delegare. Queste caratteristiche, ma anche molte altre sono alla base per essere un buon capo, ma è presente tra tante una caratteristica insolita, il senso di colpa.

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Ma perché il senso di colpa? Molti psicologi pensano che proprio il senso di colpa fa muovere molte nostre azioni. Ad esempio alcuni giorni si è disposti a stare delle ore in più al lavoro per portare a termine dei compiti, non essendo però retribuiti, accade questo perché è difficile sentirsi liberi se si è consapevoli di avere ancora del lavoro arretrato. Il senso di colpa fa scattare la sensazione di non aver agito nel modo giusto, spingendo i futuri leader a intraprendere azioni positive che finiscono per premiarli. Il senso di colpa inoltre fa sentire alle persone il bisogno di correggere gli errori compiuti con un’azione positiva.

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Bisogna però far attenzione tra vergogna e senso di colpa, in quanto nel primo caso si tende a nascondersi, delegare le responsabilità e scappare dalle situazione, nel secondo caso come già detto, porta le persone a migliorare e migliorarsi, cercando di portare una situazione negativa in positiva, sia per se stessi, sia per il proprio gruppo di lavoro e sia per l’azienda dove si lavora.