Pochi libri per i manager italiani

di Teresa Barone

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Tra i lettori italiani più assidui non compare la classe dirigente: i dati Istat e AIE.

La 30esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino rappresenta l’occasione non solo per fare il punto sul mercato dell’editoria in Italia, ma anche per scoprire abitudini e preferenze degli italiani per quanto concerne la lettura e l’acquisto di libri.

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Dati interessanti sono stati resi noti dall’Associazione Italiana Editori nel “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2016”, documento che traccia un ritratto non poco lusinghiero della classe dirigente nazionale: nel 2015, stando ai dati Istat, il 38,6% di dirigenti, imprenditori e liberi professionisti ha affermato di non aver letto alcun libro. Una percentuale media che sale se si prende in considerazione il sesso maschile (44,6%) scendendo, invece, se si analizzano le risposte delle sole colleghe donne (25%).

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Anche i lettori tra i laureati scarseggiano, tanto che il 15,3% ha affermato di leggere solo un libro al mese mentre il 25% si priva anche di questa lettura.

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